Nuovo battesimo per i musei della Sicilia

22 Novembre 2012


Ci sono artisti noti a livello non solo nazionale. E ci sono intellettuali che fuori dai confini locali non godono del giusto riconoscimento, premio doveroso per un’attività che ha contribuito ad arricchire un patrimonio culturale che è tesoro per la collettività. Sarà ricordato come uno dei primi atti formali della rinnovata giunta regionale siciliana: i musei che ricadono sotto la giurisdizione dell’ente cambiano nome. In omaggio agli uomini che hanno fatto grande la cultura dell’isola.

È Renato Guttuso da Bagheria a legare il proprio nome al Museo RISO di Palermo, il principale polo per l’arte contemporanea dell’isola: un riconoscimento che arriva nel centenario della nascita “ufficiale” del pittore – registrato all’anagrafe il 2 gennaio 1912, pur essendo venuto al mondo una settimana prima. Un atto che rimanda a quella prima mostra di un artista ancora adolescente. Avvenuta proprio a Palermo.

Ha scoperto l’antica colonia siracusana di Camarina e gli straordinari reperti fenici di Mozia, perla nella costa trapanese. Ha studiato e contribuito con successo a svelare i misteri della Sicilia bizantina, è stato protagonista di affascinanti e fruttuose indagini nel deserto del Sahara, a Creta e Rodi: Biagio Pace è stato tra gli archeologici italiani più importanti del Novecento. Da oggi il suo nome accompagna quello del Museo interdisciplinare di Ragusa.

Ma tra le diverse nuove intitolazioni, le più sentite e suggestive toccano il Museo regionale delle miniere di Agrigento e quello delle miniere di Caltanissetta. Due date accompagnano i nomi dei luoghi che raccontano l’eroica epopea delle solfatare e il tragico sacrificio di tanti carusi: “4 luglio 1916” e “12 novembre 1881”. Giorni che sono stati teatro di drammatici incidenti sul lavoro, con la morte di decine di operai. Giorni da non dimenticare.