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Dalle stelle ai frattali, l’arte scientifica di Renzo Bergamo

16 gennaio 2013

Dagli spazi siderali al minuscolo territorio delle particelle elementari: un’indagine accorta e rigorosa sull’inconsapevole e meraviglioso ruotare dell’universo; meccanismi complessi che lasciano, tradotti nel linguaggio della pittura, tracce di raffinata sintesi estetica. È stato artista, Renzo Bergamo: ma il suo fare arte è, per acutezza dello sguardo, pari alla ricerca di uno scienziato. Oggi in mostra, a Milano, nelle Sale Panoramiche del Castello Sforzesco.

Il 2013 si apre all’insegna del dialogo tra discipline apparentemente distanti, per la prima mostra dell’anno, a Milano, inaugurata in uno spazio pubblico. Atomo, Luce, Energia : il titolo scelto per l’esposizione è sintesi dei temi più cari ad un pittore costantemente in bilico tra astrazione e figurazione. Lo scontro tra particelle, così come il dissolversi di galassie e nebulose si trasforma, sulla tela, in un caleidoscopico vortice di colore.

Estroso e originale l’interesse di Bergamo per la scienza, ambito sempre più indagato dai nuovi nomi della scena contemporanea. Guarda alla fisica quantistica Luca Pozzi, che ad appena trent’anni è di casa in prestigiosi contesti espositivi e centri di ricerca internazionali: le sue installazioni, sfide meravigliose alle leggi del magnetismo, mettono in discussione la tradizionale percezione del tempo e dello spazio.

Instabili architetture meccaniche quelle di Arcangelo Sassolino, che traduce attraverso la labilità delle variabili di stato il senso di precarietà del contemporaneo; trattando la pressione atmosferica al pari di qualsiasi supporto per fare arte. Guarda al cielo, tra gli altri, il duo Bianco Valente: il movimento dei corpi celesti è base per una lucida riflessione sull’astronomia, e sui linguaggi usati dall’uomo per declinare i misteri dell’infinito.