L’inedito Verdi di Marco Paolini al Regio di Torino

12 Novembre 2013


La gente lo canta anche se non è mai andata a teatro, la sua popolarità è pari a quella di Garibaldi” . Ha il dono della parola, Marco Paolini: che riesce in una battuta a cogliere al meglio cosa rappresenti Giuseppe Verdi per l’Italia. Una figura monumentale, capace di uscire dall’ambito prettamente musicale e indossare le vesti del padre della patria; splendido tessitore di una trama che ha saputo unire il Paese nel segno della cultura.

È un omaggio al fervente patriota, all’appassionato librettista e allo scaltro impresario quello che l’attore porta, in prima assoluta, al Regio di Torino. Dove giovedì 14 novembre (con repliche i due giorni successivi) si alza il sipario sul suo Verdi, narrar cantando  , spettacolo che accende i riflettori sulla vita del compositore oltre la dimensione della lirica. Cogliendo la stretta relazione tra la cronaca, il reale e la finzione scenica; svelando come l’osservazione e la partecipazione attiva alla vita del suo tempo fosse per il Maestro la prima e più alta fonte di ispirazione.

Da grande interprete del teatro di narrazione, Paolini sa conquistare il suo pubblico con un racconto intenso, che intreccia la Storia del Risorgimento alla vicenda personale di Verdi, cucendo il tutto con il filo sublime di una musica senza tempo. Ad accompagnare la sua ricostruzione la voce calda e ammaliante del violoncello di Mario Brunello, virtuoso capace di spaziare dal lavoro con i grandi della classica – Zubin Mehta e Riccardo Muti su tutti – alle collaborazioni con i vari Vinicio Capossela e Uri Caine.

Lo spettacolo di Marco Paolini segna uno degli ultimi appuntamenti dell’intenso cartellone che il Regio ha distribuito lungo tutto il 2013, celebrando così il duecentesimo anniversario della nascita di Verdi. Si chiude a dicembre con l’inedito incontro tra musica e alta cucina, al centro del Gala che vede gli orchestrali diretti da Gianandrea Noseda interpretare le più celebri arie del repertorio verdiano. E lo chef Ugo Alciati creare, con la complicità di Eataly, intriganti golosità ispirate alla musica del cigno di Busseto.