Warhol superstar. Asta da sogno a New York

14 Novembre 2014


Certo: i nomi in questione erano di primissimo piano e le opere proposte decisamente importanti; per tacere poi della storica fedeltà da parte di un mercato da sempre sensibile al fascino della Pop Art. Ma era difficile pronosticare che l’asta andata in scena nelle scorse ore nella sua sede newyorchese avesse la forza di infrangere un nuovo record – il quarto consecutivo dalla primavera del 2013 – come seduta più ricca di sempre nella storia di Christie’s.

Ottanta lotti di grandissime firme dell’arte americana del secondo Novecento, volatilizzati per una cifra complessiva che – tradotta in euro – raggiunge quota 684 milioni; tredici in più rispetto alle già ottimistiche previsioni della vigilia. A trascinare verso l’alto le offerte dei collezionisti il solito, intramontabile, Andy Warhol: c’è stata battaglia attorno a due sue serigrafie dei primi Anni Sessanta, vendute per un totale che supera i centoventi milioni di euro.

A scatenare il gioco al rialzo sono stati Triple Elvis , celeberrimo ritratto di un Presley uno e trino, in costume da cowboy e colt puntata spavaldamente verso lo spettatore, e Four Marlons , omaggio a un’altra icona del cinema: il mitico Brando. Ma a segnare quotazioni da record sono stati anche altri grandi maestri dell’eroica stagione della Pop Art: partendo da Ed Ruscha, che al termine di una guerra lampo di quattro minuti tra altrettanti collezionisti ha visto una sua opera superare l’asticella dei 23 milioni di euro. Cifra più alta mai raggiunta da un lavoro dell’artista.
Una fotografia scattata nel 1967 da Bruce Nauman viene venduta a oltre 660mila dollari, cifra più alta mai sborsata al mondo per uno scatto dell’artista concettuale; record anche per un’opera su carta (circa 4 milioni e mezzo di dollari) e per un multiplo (quasi sette milioni) di Roy Lichtenstein, e per un bronzo di Willem de Kooning, aggiudicato a una somma vicinissima ai trenta milioni di dollari.

[nella foto: Fred McDarrah – Warhol & Brillo Boxes At Stable Gallery – 1964]