Il Paradiso di Cy Twombly. A Venezia

3 Maggio 2015


Non è solo tempo di Biennale d’Arte, a Venezia: la prima settimana di maggio vedrà i Musei Civici della laguna aprirsi per una straordinaria serie di eventi espositivi, intitolati ad alcune eccezionali personalità artistiche della nostra epoca.
Dopo la rassegna sulla Nuova Oggettività, da poco inaugurata al Museo Correr, a breve giungerà il momento di Cy Twombly. Paradise, mostra ospitata nelle prestigiose sale di Ca’ Pesaro dal prossimo 6 maggio, fino al 13 settembre.

La rassegna, organizzata in collaborazione con la Cy Twombly Foundation di New York e il coordinamento scientifico di Gabriella Belli, direttore dei Musei Civici veneziani, propone un incredibile viaggio attraverso la longeva creatività di un artista scomparso quattro anni fa. Pittore e scultore, Cy Twombly non ha mai smesso di rinnovare il proprio linguaggio, elaborando soluzioni artistiche sempre originali.

L’astrazione gestuale di Twombly è al centro della mostra, insieme alle tematiche ricorrenti nella sua poetica: l’arte, la bellezza, la morte, ma soprattutto l’amore verso la vita, dal punto di vista sensuale e intellettuale.
Caratteristiche che avvicinano Twombly a un altro grande esponente dell’espressionismo astratto, Jackson Pollock, cui – proprio a Venezia – la Collezione Peggy Guggenheim dedica un anno di iniziative. A differenza del maestro del dripping, Cy Twombly presta però particolare attenzione alla singola traccia lasciata sulla superficie del quadro, portando le sue opere più vicine alla scrittura manuale che alla pittura tradizionalmente intesa.

Il labile confine tra le tecniche usate – disegno, pittura, scrittura, scultura – trova riscontro poi nella mescolanza tra i modelli di riferimento, attinti dalla storia, dalla filosofia e dalla letteratura.
La concezione dell’arte come paradiso terrestre, capace di trasfigurare il passato nel presente, risuona lungo il percorso espositivo, che, tra le altre opere, accosterà alle pitture murali su legno del 1951 gli ultimi lavori realizzati nel 2011, carichi di energia e colore.
La mostra si preannuncia insomma imperdibile, ideata per celebrare la vitalità, ancora evidentissima al pubblico, di un maestro dell’arte.