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L’essenza del tempo perduto, nelle foto di Benedusi

30 novembre 2015

settimio Benedusi-EsSenza leica galerie milano

Come succede al Marcel di Proust assaporando té e le ormai celebri petites madeleines, un singolo scatto porta Settimio Benedusi a esplorare – a modo suo, naturalmente, ovvero da fotografo di chiara fama – il tema del tempo perduto, la direzione univoca della nostra esistenza terrena che non conosce arresti e, lungo il suo percorso, ci costringe inevitabilmente a dolorosi addii.

È la presenza di qualcosa che non esiste più a dare la più grande sofferenza, ciò che il tempo avrebbe poi fatto. Infatti è la perdita ciò che fa più soffrire. Il piccolo Settimio non ha più il sostegno del padre. Le parti annullate hanno un sapore di mistero”: con queste parole, l’amico e maestro Gian Paolo Barbieri sintetizza perfettamente il progetto fotografico di Benedusi, ES_SENZA, in mostra presso la Leica Galerie Milano a partire da mercoledì 2 dicembre.

A partire da un autoritratto del fotografo con la madre anziana, che si mostrano all’obiettivo in tutta la loro nudità, Settimio Benedusi scava nel proprio passato familiare; evocando l’assenza stessa di colui che in questa prima fotografia manca. Lo scatto nasce proprio per celebrare l’anniversario della morte del padre di Settimio, Marsilio Benedusi: è la sua perdita ad accomunare il figlio e la vedova, che si sentono così esposti – nudi, appunto – al mondo.

Come a elaborare questa mancanza, Benedusi ha quindi raccolto le più significative fotografie della propria infanzia, modificandole fino a cancellare l’immagine del padre. Non si tratta di ripudiarlo, anzi: il Settimio bambino, felice e inconsapevole, viene osservato ora dall’uomo adulto, che ne conosce il futuro dolore e in qualche modo lo retrodata negli anni. Creando così una condizione di solitudine e spaesamento a dispetto dell’apparente serenità della scena iniziale; perché, se il bambino ancora può permettersi di ignorare lo scorrere inesorabile del tempo, questo impedisce alla ruota del destino di continuare a girare…

Per trasmettere anche allo spettatore il senso del viaggio emotivo compiuto dall’autore, la Leica Galerie Milano presenta le otto fotografie doppie – con e senza il padre – e l’autoritratto di Settimio Benedusi con la madre in uno scenografico allestimento. Una stanza nera, lunga e stressa, costringe infatti lo spettatore a un percorso espositivo a senso unico, com’è la nostra stessa esistenza, fino alla catarsi finale.
L’immagine di Settimio e dell’anziana vedova, quindi, è allo stesso tempo punto di partenza del progetto fotografico e approdo dell’esposizione; proprio questo scatto, poi, è stato scelto come copertina del nuovo numero di EYESOPEN!, il magazine dedicato alla cultura fotografica e alle nuove tendenze di settore che verrà presentato durante l’opening della mostra, a partire dalle 18:30 di mercoledì.


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