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Biennale Architettura: l’Italia progetta per il bene comune

5 aprile 2016

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Hanno scelto di “scendere in strada, alla ricerca di azioni capaci di architettura, soprattutto in contesti difficili”, gli architetti Massimo Lepore, Raul Pantaleo e Simone Sfriso dello studio TAMassociati, incaricati nei mesi scorsi dal MiBACT di curare il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2016.

Allineandosi con il tema generale del grande appuntamento internazionale – il cui titolo, scelto dal direttore Alejandro Aravena, è Reporting from the Front – i tre curatori hanno illustrato a Roma gli aspetti salienti del progetto che porteranno a Venezia a maggio.

Taking care – Progettare per il bene comune sarà diviso in tre macro-sezioni identificate ciascuna da un verbo – PENSARE, INCONTRARE, AGIRE; il percorso espositivo, dopo una prima area introduttiva, entrerà nel vivo attraverso la presentazione di 20 progetti di altrettanti studi italiani, nei quali una specifica tematica (l’abitare, il lavoro, la salute, l’istruzione e così via) è stata affrontata con uno sguardo trasversale.
I progetti esemplari, per ora top secret, sono stati individuati per la capacità intrinseca di proporre soluzioni concrete e applicabili anche altrove.

In un crescendo tematico, la parte conclusiva del padiglione rappresenterà in realtà il cuore del progetto. Qui saranno infatti esposte “5 strutture mobili, progettate da 5 studi insieme a 5 associazioni nazionali, in prima linea in contesti di marginalità sociale nei campi della salute, dell’ambiente, della legalità, della cultura e dello sport.
Questi dispositivi, al termine della Biennale – il 27 novembre 2016 – verranno forniti alle associazioni partecipanti, che potranno impiegarli nel loro ambito di intervento.

Tra i dettagli già svelati su Taking care – Progettare per il bene comune, l’idea di creare una corrispondenza tra il padiglione e il catalogo, edito da BeccoGiallo, attraverso il comune ricorso a una narrazione in stile graphic novel.