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Reggio Emilia indaga il fenomeno del Liberty in Italia

31 ottobre 2016

Aroldo Bonzagni, All’uscita dalla Scala, 1910 acquarello e tempera su carta applicata a cartone, 40,5x50,5 cm Milano, Galleria d’Arte Moderna

Sono quasi 300 le opere – tra dipinti, sculture, illustrazioni, progetti architettonici, manifesti, ceramiche, incisioni – che stanno per confluire nella grande retrospettiva sul Liberty, in programma a Reggio Emilia.
Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del Moderno si snoderà attraverso sette sezioni tematiche nelle sale di Palazzo Magnani, dal 5 novembre 2016 al 14 febbraio 2017. Curata da Francesco Parisi e Anna Villari, l’ampia mostra restituisce la genesi e le declinazioni del movimento che raggiunse piena diffusione, tra Ottocento e Novecento, in tutti gli ambiti della produzione e progettazione artistica. Una specificità, quest’ultima, cui la rassegna punta a dare piena risonanza attraverso una selezione accurata delle opere, provenienti da prestiti concessi dai più importanti musei italiani e da alcune collezioni private. In molti casi, si tratterà di opere esposte per la prima volta in un’occasione di questo rilievo.

In ciascuna sezione di Liberty in Italia, ad emergere saranno entrambe le storiche “anime” del movimento: la matrice floreale, più nota, accanto a quella modernista, dalle linee più essenziali e stilizzate, di poco antecedente alle ricerche condotte delle avanguardie, come il Futurismo. “Abbiamo voluto porre a confronto le due diverse tendenze; – hanno anticipato le curatrici – cercando di assecondare in questo modo il dibattito storico artistico dell’epoca che individuava, come vera essenza del Liberty, la linea fluente, floreale e decorativa e, d’altra parte, recuperando il modello critico della letteratura coeva che identificava nel Liberty tutto ciò che era considerato moderno e di rottura, includendo quindi anche quelle esperienze non propriamente classificabili in Italia come floreali ma piuttosto moderniste o secessioniste”.

Assegnando priorità al dialogo tra le diverse arti, la mostra indaga le relazioni in essere tra opera e processo creativo. Per questo, pitture, sculture, ceramiche, progetti decorativi e manifesti verranno esposti accanto a bozzetti preparatori, cartoni, disegni relativi a vasi, piatti e oggetti.
Oltre a immergersi nel fascino che da sempre contraddistingue il movimento Liberty, i visitatori avranno inoltre modo di conoscere una serie di storie e aneddoti legati alle vicende dei singoli artisti proposti. Scoprendo, ad esempio, che lo scultore Arturo Martini ha concepito anche vasi in ceramica, o che Umberto Boccioni ha ideato alcune vignette destinate al Corriere dei Piccoli.

[Immagine in apertura: Aroldo Bonzagni, All’uscita dalla Scala, 1910, acquarello e tempera su carta applicata a cartone, 40,5 x 50,5 cm, Milano, Galleria d’Arte Moderna]