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Biopic d’artista alla Berlinale

14 febbraio 2017

Alberto-Giacometti_robert-doisneau

Quest’anno, alla 67esima edizione della Berlinale, il Festival internazionale del cinema di Berlino, sono presenti molti film sulle vite di artisti, famosi o anche meno noti. È il caso ad esempio di Final Portrait, dedicato alla figura di Alberto Giacometti, del regista e attore italo-americano Stanley Tucci, dove sono raccontati i 18 pomeriggi che, negli anni Sessanta, il pittore e scultore svizzero impiegò per ritrarre, nel suo atelier parigino, il giovane scrittore americano James Lord, autore del libro A Giacometti Portrait.

Il punto di partenza”, spiega il regista – che dal 18 febbraio vedremo sui grandi schermi italiani, interprete del film plurinominato agli Oscar Il caso Spotlight – è stato proprio quel testo: non amo i film biografici, ma mi piacciono le ricostruzioni concentrate su dettagli che spiegano tutto, collocando i personaggi, come in questo caso, dentro il loro microcosmo”.
A interpretare il perfezionista (e mai soddisfatto) artista è l’attore premio Oscar (con Shine) Geoffrey Rush, mentre il ruolo dello scrittore americano amante dell’arte è ricoperto da Armie Hammer (The Social Network, Biancaneve e J. Edgar, con cui ha ricevuto una candidatura allo Screen Actors Guild per il miglior attore non protagonista).

Gli altri biopic d’artista presenti in questa edizione del festival sono il documentario Beuys di Andres Veiel, che s’interroga sugli enigmi e le contraddizioni dell’arte contemporanea attraverso le opere del grande artista tedesco Joseph Beuys, e Maudie, di Aisling Walsh, sulla vera storia della pittrice folk canadese Maud Lewis che, malata di artrite reumatoide, supera la propria infermità grazie all’amore del marito (interpretato nel film da Ethan Hawke), diventando una delle artiste più popolari in Canada.