Sky Arte HD
SkyArte

Bruno Munari, ritratto di un artista totale a Torino

15 febbraio 2017

Atto-Bruno-Munari-nel-suo-studio-Milano-1988-©-Isisuf-Istituto-internazionale-di-studi-sul-Futurismo

A 18 anni dalla scomparsa, Bruno Munari continua – e non potrebbe essere altrimenti – a ispirare mostre, iniziative e occasioni di approfondimento in tutta Italia. Così, mentre prosegue al MUBA – Musei dei Bambini di Milano la mostra – gioco Vietato non toccare. Bambini a contatto con Bruno Munari – cui si lega anche l’incontro con Paola Antonelli Munari e il design, in programma giovedì 16 febbraio – prende il via a Torino Bruno Munari. Artista totale.

Curata da Claudio Cerritelli e ospitata presso il MEF – Museo Ettore Fico, fino al 11 giugno 2017, la rassegna documenta la poliedrica attività creativa dello straordinario artista, designer e scrittore milanese. Tra le figure di maggiore rilievo della cultura artistica internazionale del Novecento, nel capoluogo piemontese Munari viene indagato ricorrendo a molteplici punti di osservazione, con l’obiettivo di rendere evidenza dell’ampiezza della sua ricerca e dell’innovazione del suo contributo.

In mostra saranno dunque esposte testimonianze legate a tutti i campi di sperimentazione, restituiti attraverso disegni, collage, dipinti, sculture, nuove tecniche di riproduzione delle immagini, oggetti di industrial design, esperienze di grafica editoriale, progetti di architettura e proposte concepite per la pedagogia. Considerevole, infine, il ruolo assegnato nel progetto curatoriale alla documentazione attorno al tema del libro. Viene infatti presentato nelle molteplici identità assegnategli da Munari, tra libri-oggetto, pre-libri, libri illeggibili, libri didattici, libri teorici, ricerche di grafica editoriale.
Disponibile anche un prezioso repertorio che testimonia i rapporti tra il designer e le case editrici con cui ha maggiormente collaborato – Einaudi, Scheiwiller, Zanichelli, Laterza, Lucini e Corraini.

[Immagine in apertura:  Bruno Munari nel suo studio,  Milano, 1988 © Isisuf Istituto internazionale di studi sul Futurismo, fonte Artribune]