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Festival des Architectures Vives 2017, tutti i team selezionati

13 marzo 2017

fav - festival des architectures vives 2017

Arrivano da vari Paesi del mondo, i 10 team di progettisti scelti per prendere parte alla nuova edizione di FAV – Festival des Architectures Vives di Montpellier. In programma nella città della Francia meridionale, dal 13 al 18 giugno 2017, anche quest’anno l’evento offrirà una panoramica aggiornata della giovane generazione di architetti, paesaggisti e urbanisti internazionali.
Ciascun raggruppamento selezionato viene sollecitato a confrontarsi con il contesto urbano di Montpellier attraverso interventi temporanei e reversibili. Nel circuito del Festival – nato da un’idea dell’associazione CHAMP LIBRE, nel 1999 – sono incluse anche porzioni di città meno note e frequentate.

Dopo le innovative proposte del 2016, il fil rouge individuato per l’anno in corso è Emotion, un concetto che verrà declinato dalle formazioni di progettisti partecipanti attraverso interventi site-specific, in grado di rivelare l’esistenza di un rapporto sinergico tra l’architettura e il patrimonio storico.
Gli autori delle 10 strutture che i visitatori potranno apprezzare – a ingresso libero – nelle giornate del Festival des Architectures Vives sono: Lucia Martinez Pluchino e Raquel Duran Puente da Bordeaux; Ben-Dao – Sélim Bennis e Mahdi Daoudi Nejm da Parigi; ODD – Mairi Ogilvie, Caroline Diaz e Laurianne Dupont, da Montpellier e da Londra; Maria Anton Barco, Maria Salan e Maria Ramos da Madrid; Collectif Commun – Sophia Villlepinte e Jeanne Bénony da Parigi; Atelier MicroMega – Justine Guyard, Alexandre Lahaye, Charlie Granjon, Thomas Pourteyroux e Gauthier Martinez da Lione; Pistachoffice – Daniel Martin-De Rios e Francisco Vilar Navarro da Rotterdam; Studio 3A – Kazuya Katagri, Luis Lopez Resendez e Marco Budéus da Tokyo, Amburgo e Monterrey; Lilit Sarkisian da Nantes; Collectif Pourquoi Pas – Etienne Fressonet, Amandine Riou, Pauline Sémon, Benjamin Poignon e Benoît Bret da Lione.

[Immagine in apertura: Forme sauvage. Photo credit: Lilit Sarkisian]