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Il Novecento di Antonio Ligabue in mostra a Pavia

14 marzo 2017

An tonio Ligabue Leopardo nella foresta s.d. (1956-1957), P. III Olio su tavola di faesite, 54x54 cm Collezione privata

Gli animali – selvaggi e domestici – e gli autoritratti sono i due filoni tematici che hanno contraddistinto la produzione di Antonio Ligabue, al centro di un’esposizione in programma, alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, dal 17 marzo al 18 giugno 2017. In parte oscurata dalle vicissitudini che hanno accompagnato la vicenda personale dell’artista, tra le voci più geniali e originali del Novecento italiano, l’opera di Ligabue torna a essere prevalente in questo percorso espositivo.
Curata da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri in collaborazione con Simona Bartolena, la nuova esposizione propone oltre cinquanta opere, tra dipinti, sculture, disegni e incisioni.

Nutrita è la presenza di autoritratti, nei quali l’artista conquista il primo piano assoluto. In questi lavori lo sfondo perde infatti di qualsiasi rilievo, lasciando al tormento della condizione umana rilevanza assoluta. Come ha posto in evidenza Sandro Parmiggiani, curatore della mostra, si tratta di opere che “dicono tutta la sofferenza dell’artista; ne sentiamo quasi il muto grido nel silenzio della natura e nella sordità delle persone che lo circondano. Quando perduta è ogni speranza, ormai fattasi cenere, il volto non può che avere questo colore scuro, fangoso, questa sorta di pietrificazione dei tratti che il dolore ha recato con sé e vi ha impresso”.

La tematica legata al mondo animale, e più in generale al paesaggio, acquisisce anch’essa manifestazione nel percorso di visita, grazie all’esposizione di alcuni dei capolavori firmati Ligabue. È il caso di Tigre reale, realizzato nel 1941 durante il ricovero all’Ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, di Leopardo che assale un cigno o di la Lepre nel paesaggio, un grande dipinto al proprio esordio in una mostra pubblica. Inoltre, opere come Carrozze con postiglione, Lotta di galli o Aquila con volpe, solo per citarne alcune, attestano l’interesse verso temi bucolici.

L’antologica Antonio Ligabue va intesa come un ulteriore capitolo, dopo le rassegne di Gualtieri del 2015, di Palermo e di Roma del 2016, per incoraggiare una riflessione a ampio raggio sull’artista, oltre le etichette più comuni, tra cui quella celebre di “artista naïf”. Alla rassegna sono legate attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti.


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