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Alla scoperta di Tiziano, in Valle d’Aosta

9 marzo 2017

deposizione tiziano

Mancano solo poche ore all’inaugurazione di un evento che sta già facendo parlare di sé. Dall’11 marzo al 4 giugno, la Cappella del Forte di Bard accoglierà la Deposizione di Gesù Cristo al Sepolcro, finalmente attribuita a Tiziano grazie a una serie di studi iconografici approfonditi dalla rassegna aostana.

Riscoperto dallo storico dell’arte Andrea Donati, l’imponente olio su tela si inscrive così nel novero di opere aventi il medesimo soggetto sacro dipinte da Tiziano nell’arco della sua esistenza. L’artista, infatti, produsse almeno quattro dipinti della Deposizione: il primo e più antico, datato 1526-1527, è custodito dal Louvre, il secondo è andato perduto, il terzo e il quarto si trovano a Madrid, al Museo del Prado, mentre il quinto è conservato presso la Pinacoteca Ambrosiana.

Una sesta versione della Deposizione, temporalmente anteriore a quella dell’Ambrosiana e considerata l’ultima e incompiuta, è quella riscoperta proprio da Andrea Donati e sta per approdare al Forte di Bard. L’opera giunge dalla collezione italo-spagnola de la Riva-Agüero e Francesca Basso della Rovere. In seguito a tre lunghi anni di indagini sulla pittura, si è potuta stabilire la corrispondenza fra il dipinto e quello posseduto da Jeronimo Sanchez Coello, fratello del pittore di corte di Filippo II.

Costui lo comprò nello studio di Tiziano nel 1576 e, in seguito, lo portò in Spagna. Nel 1725 l’opera divenne proprietà di Manuel de la Riva-Agüero e Francesca Basso della Rovere, discendenti di due illustri famiglie che si trasferirono a Lima. La Deposizione de la Riva-Agüero, trasmessa fino agli ultimi eredi, è emersa dall’oblio della Storia grazie agli studi condotti da Andrea Donati, sostenuto, nell’identificazione dell’autore, da specialisti del calibro di Antonio Paolucci, Giorgio Tagliaferro e Fabrizio Biferali.