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Gli artisti? Possiedono davvero un cervello “diverso”

15 aprile 2017

Rembrandt van Rijn, Autoritratto con due cerchi, 1665. Kenwood House, Londra

Arrivano le prime conferme scientifiche della veridicità di un’affermazione comune nel linguaggio quotidiano: gli artisti sono effettivamente “diversi” dalle altre persone e tutto dipenderebbe dalla conformazione del loro cervello. Pubblicato sulla rivista scientifica NeuroImage – A Journal of Brain Function, lo studio Drawing On The Right Side Of The Brain: A Voxel-Based Morphometry Analysis Of Observational Drawing è stato condotto prendendo in esame 44 studenti. Alcuni si dedicano allo studio dell’arte, altri si occupano di discipline differenti. A tutti è stato chiesto di mettersi alla prova con una serie di esercizi di disegni; una volta ultimati, sono stati valutati con un punteggio.

Ricorrendo al metodo della morfometria basata sui voxel, tali risultati sono stati comparati con “il volume di materia grigia e bianca nella struttura corticale e subcorticale“. A emergere è un ritratto preciso: l’attitudine al disegno si lega a maggiori densità di materia grigia nella parte anteriore sinistra del cervelletto e nella circonvoluzione frontale media.
In effetti, la ricerca ha messo in evidenza che gli studenti d’arte risultano maggiormente dotati di materia grigia nel precuneo, un’area del cervello collocata nel lobo parietale. Da essa dipendono alcune capacità già conosciute e, si ipotizza, che sovraintenda anche al controllo della “visione mentale”, fondamento della creatività visiva.

Ai disegni completati, e misurati, è poi stato assegnato un punteggio, e i dati sono stati comparati con “il volume di materia grigia e bianca nella struttura corticale e subcorticale” nelle varie parti del cervello, usando un metodo chiamato morfometria basata sui voxel. Maggiori densità di materia grigia nella parte anteriore sinistra del cervelletto e nella circonvoluzione frontale media sono state associate alle capacità di disegno. Le immagini mostrano che il gruppo di studenti d’arte ha più materia grigia nell’area del cervello chiamata precuneo, nel lobo parietale. A quest’area sono associate diverse capacità, ma probabilmente è collegata anche al controllo della “visione mentale”, alla base della creatività visiva.
Come sottolineato da Rebecca Chamberlain, studiosa dell’ateneo belga Katholieke Universiteit Leuven, “le persone che disegnano meglio sembrano avere strutture più sviluppate nelle regioni del cervello che controllano le capacità motorie di precisione.” Questi primi risultati potrebbero incoraggiare ulteriori indagini e approfondimenti in questo specifico fronte. Fin qui, infatti, “nessuno studio aveva stimato le differenze strutturali associate alle capacità di rappresentazione nelle arti visive.”

[Immagine in apertura: Rembrandt van Rijn, Autoritratto con due cerchi, 1665. Kenwood House, Londra]


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