L’arazzo di Chris Ofili alla National Gallery di Londra

24 Aprile 2017


Nel progettare un grande arazzo, Chris Ofili segue le orme di pittori come Raffaello, Goya e Mirò. Il suo fascino per i paesaggi mitici è stato alimentato dalle opere della National Gallery e nel ‘The Caged Bird’s Song’ si sente l’emozione della fusione di diversi filoni della sua arte che si uniscono alla storica tradizione di arazzi .”
Con queste parole Gabriele Finaldi, Direttore della National Gallery , ha annunciato il ritorno, dopo la mostra Titian: Metamorphosis 2012, dell’artista Chris Ofil negli spazi della prestigiosa istituzione londinese.

Dal 26 aprile al 28 agosto 2017, l’arazzo che sancisce il debutto dell’artista con questa antica e affascinante forma artistica, accompagnato da una serie di lavori preparatori su carta, confluisce nella mostra Chris Ofili: Weaving Magic.
Commissionato da The Clothworkers Company, The Caged Bird’s Song – questo il nome dell’opera – è un “matrimonio di acquerello e tessitura. Ho deciso di sfidare il processo di tessitura, facendo qualcosa di libero di fluire“, ha affermato l’artista che in quest’opera continua a manifestare il proprio interesse continuo verso la mitologia classica, associata alle suggestioni del paesaggio di Trinidad, dove vive e lavora.

A firmare la realizzazione del manufatto, frutto di una stretta collaborazione con Ofili durata due anni e mezzo, è il Dovecot Tapestry Studio. Con sede a Edimburgo, è noto a livello internazionale per la produzione di arazzi e tappeti per collezionisti privati ​​e pubblici, con all’attivo precedenti collaborazioni con importanti artisti.
Al termine della mostra, The Caged Bird’s Song continuerà a essere esposto in forma permanente nella Clothworkers’ Hall della National Gallery.