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A Venezia, la storia dell’arte interpretata da Vik Muniz

20 aprile 2017

vik muniz palazzo cini venezia

La stagione espositiva della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, nel cuore di Venezia, prende il via con una rassegna affascinante, che ravviva il legame dialettico fra tradizione e contemporaneità. A tenere le redini dell’iniziativa è Vik Muniz, le cui opere affollano la mostra allestita nelle sale del palazzo fino al 24 luglio.

Curata da Luca Massimo Barbero, Vik Muniz Afterglow: Pictures of Ruins riunisce una serie di fotografie inedite ispirate ai grandi artisti presenti nella collezione Cini, come Dosso Dossi, Francesco Guardi, Canaletto e una serie dedicata alle Carceri d’invenzione di Piranesi. Traendo spunto dal capriccio architettonico, che mescola edifici reali e immaginari, Muniz ha simulato alcuni celebri dipinti con ritagli di opere pittoriche riprodotte fra le pagine dei libri di storia dell’arte.

È parte della mostra anche un’originale scultura in vetro che evoca, in ampie dimensioni, un bicchiere della tradizione veneziana del Settecento. Realizzata a Murano da Berengo Studio 1989, l’opera nasce dalla combinazione di tecniche diverse, in linea con il sincretismo visivo messo in campo da Muniz.