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Quando gli artisti di Carpi andarono alla corte del Re di Francia

17 aprile 2017

Plusieurs figures et un éléphant près d'un palais : l'elephant fleurdelysé

Annodando i fili della memoria locale, la mostra Alla corte del Re di Francia (1505-1535) Alberto Pio e gli artisti di Carpi nei cantieri del Rinascimento francese, in corso ai Musei di Palazzo dei Pio fino al 18 giugno 2017, ricostruisce i rapporti tra la corte carpigiana e quella francese guidata da Luigi XII e da Francesco I.
Tra l’influente regno d’Oltralpe e la corte italiana si attivarono infatti una serie di relazioni nei primi decenni del Cinquecento, per effetto di una missione diplomatica intrapresa da Alberto Pio, Signore di Carpi.

La rassegna, curata da Manuela Rossi e promossa da numerosi partner e istituzioni, documenta il legame storico e politico in essere tra due corti, dando particolare rilievo al contribuito degli artisti che dall’Italia si spostano in Francia. Da Carpi operarono nei cantieri della cattedrale fortezza di Albi, dei castelli di Fontainebleau e Gaillon, offrendo il loro supporto allo sviluppo del Rinascimento francese. Un intervento cui la mostra assegna centralità attraverso una selezione di 40 opere tra dipinti, disegni, sculture, boiserie e molti altri documenti.

Il luogo stesso in cui si svolge la mostra può essere considerato parte integrante della vicenda presentata. All’interno, infatti, i visitatori potranno proseguire la narrazione della relazione tra Carpi e la Francia nelle stanze dell’appartamento “francese”, decorati con un ciclo pittorico che omaggiava i potenti alleati francesi (e milanesi) del Signore locale.

[Immagine in apertura: Rosso Fiorentino, L’elefante gigliato da Fontainebleau]