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Gabriele Basilico e Alvaro Siza: dialogo sul filo dell’architettura

18 maggio 2017

Gabriele Basilico, Matosinhos, 1996

A tratteggiare un ritratto del comune portoghese di Matosinhos, per il pubblico italiano, concorrono le 40 fotografie di Gabriele Basilico e i 10 disegni su carta di Alvaro Siza riuniti insieme negli spazi di Vicolo Folletto Art Factories, a Reggio Emilia. Sono queste le opere esposte in occasione della mostra Matosinhos. Non c’è spazio né architettura senza luce, un appuntamento che conduce i visitatori indietro nel tempo, fino all’epoca della collaborazione tra il fotografo italiano e l’architetto portoghese. Insieme furono infatti incaricati di occuparsi del progetto espositivo Uma cidade assim (Una città così), commissionato loro dall’amministrazione comunale della città collocata nel distretto di Porto. Un’esperienza che permise a Basilico e Siza di conoscersi e di attivare un proficuo dialogo, portato avanti attraverso “camminate, sguardi condivisi e lunghe conversazioni nella casa della sorella del progettista portoghese, Tereza“.

Compresa nel circuito di Fotografia Europea, la kermesse in corso a Reggio Emilia, fino al 9 luglio prossimo, e accompagnata da un volume omonimo, l’esposizione include alcune note fotografie di Porto scattate negli stessi anni da Gabriele Basilico.
In una nota del 2011, il celebre fotografo milanese scomparso nel 2013 ricostruisce lo spirito di quell’esperienza, non esitando sui ricordi personali: “Stiamo passeggiando Álvaro e io, una domenica mattina per le strade di Matosinhos, non lontano dalla casa in stile eclettico di rua Brito Capelo, dove Siza ha vissuto per molti anni con la sua famiglia e dove tuttora abita sua sorella Tereza. I fabbricati che contornano le strade di questo quartiere sono capannoni, magazzini, spazi di industrie dismesse, dove una volta veniva lavorato e inscatolato il pesce. Le scritte delle compagnie, che campeggiavano enormi sulle facciate degli edifici, come nelle tele degli artisti pop, sono scolorite, quasi illeggibili e l’atmosfera, con la complicità della luce intensa che si riflette sul pavé e dell’assenza quasi totale di traffico, è come sospesa in un tempo dilatato“.