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Nei cinema italiani, la pittura en plein air degli impressionisti americani

7 maggio 2017

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Come spesso accade, è sufficiente un nome per evocare atmosfere di straordinario fascino. Analizzando la storia dell’arte moderna, ad esempio, risulta in questo senso paradigmatico il caso di Giverny, la località francese nella valle del fiume Seine che si è conquistata un posto d’onore nell’immaginario collettivo per le opere eseguite qui, rigorosamente en plein air, da Monet. Dopo il grande autore impressionista, la piacevolezza del luogo ha conquistato decine di altri artisti, anche originari dell’altra sponda dell’Atlantico.

A restituire il legame tra Giverny e questa generazione di autori pensa ora il documentario Il giardino degli artisti. L’impressionismo Americano. Dopo la presentazione in Francia, la pellicola arriva in Italia solo per due giorni, in distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.
Realizzato da Phil Grabsky, sta per arrivare in una serie di selezionate sale cinematografiche italiane nelle giornate del 9 e del  10 maggio.

Compreso nella stagione della Grande Arte al Cinema, questo lavoro prende avvio con le riprese della mostra The Artist’s Garden: American Impressionism and the Garden Movement, 1887-1920, allestita negli spazi dellla Pennsylvania Academy of the Fine Arts di Philadelphia, per analizzare la stagione dell’Impressionismo americano e il suo rapporto con il Garden Movement, che raggiunse il proprio apice tra il 1887 e il 1920. A ispirare i nomi di punta delle due correnti furono proprio gli artisti del più celebre movimento artistico francese, al quale guardarono sì con attenzione, senza tuttavia rinunciare a personalizzazioni in coerenza con una sensibilità marcatamente americana.

Protagonisti de Il giardino degli artisti. L’impressionismo Americano sono artisti come Mary Cassatt – la pittrice amica di Degas e Monet – e Berthe Morisot, che fece delle donne e della maternità uno dei temi chiave delle sue tele; Philip Leslie Hale e John Singer Sargent, che lega i propri natali alla città di Firenze e si è guadagnato la fama di pittore cosmopolita. Presenti anche gli esponenti dell’associazione Ten American Painters, noti per la scelta di prendere le distanze dalla “Società degli artisti americani” con l’obiettivo di percorrere la stessa strada intrapresa proprio da Monet, dipingendo direttamente nel paesaggio, ma nei parchi e nelle strade di New York, Chicago e Boston.