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Una cava di pietra trasformata in galleria d’arte contemporanea

16 giugno 2017

Festival-Vibration-Souterraine-©-Christian-Delécluse-avec-une-oeuvre-de-Félicie-d’Estienne-d’Orves

Esiste un luogo, a un’ora di distanza da Parigi, che fin dal nome evoca una pratica di origini antiche. Stiamo parlando della Maison de la Pierre, un museo allestito a Saint-Maximin in una cava risalente al Cinquecento, con l’obiettivo di promuovere la lavorazione della pietra che da qui veniva estratta e di valorizzare le tradizioni e il patrimonio locale.

Riaperto nel 2014 dopo alterne fortune, il museo ha conquistato un’eccezionale visibilità, accogliendo ben 20mila visitatori nell’arco dello scorso anno. Forte di un simile successo, l’originale sede espositiva ha dedicato una parte dei suoi ambienti – cinque ettari di cave, il 10% dei quali accessibili al pubblico – alla contaminazione tra linguaggi creativi presenti e passati.

Il 15 giugno ha dunque aperto i battenti la Galerie Rouge, 500 metri quadri destinati ad accogliere un affascinante mix di arte contemporanea, design, arte digitale e la storica lavorazione della pietra da parte degli scalpellini. La galleria sotterranea ha inaugurato i suoi spazi con l’intervento site specific di Christian Delécluse: una luce al neon lunga 150 metri in omaggio a Marcel Duchamp e alle forze della natura.