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Il museo dedicato a Jean Tinguely ospita le opere del “collega” Wim Delvoye

15 giugno 2017

Wim Delvoye, Tim 2006-2008, credits 2017 Pro Litteris, Zurich Wim Delvoye, Photo Studio Wim Delvoye, Belgien

Sarà visitabile fino al 1° gennaio 2018 la grande mostra che il Museo Tinguely di Basilea dedica all’artista Wim Delvoye. L’apertura, nella sede museale che raccoglie la più grande collezione al mondo di opere di Jean Tinguely, costituisce una sorta di “evento nell’evento” della settimana di Art Basel: si tratta della prima grande retrospettiva con cui la Svizzera indaga la produzione dell’autore originario di Wervik, in Belgio, dove è nato nel 1965.

Realizzata in collaborazione con il MUDAM Luxembourg, la mostra riunisce lavori eterogenei firmati da Delvoye, la cui poetica combina il radicamento verso la terra d’origine, alla quale lo lega un profondo interesse per le tradizioni e l’arte, con una forte apertura al mondo, un’immaginazione viva e una visione a tratti utopica della realtà. Questo atteggiamento confluisce in installazioni dal notevole slancio sperimentale che spesso inducono negli osservatori anche costernazione o sentimenti contrastanti.

A testimoniarlo ci sono lavori come quelli legati alla serie Cloaca. Presentata per la prima volta nel 2000, si sostanzia nella presenza di un macchinario in grado di produrre veri rifiuti organici, riproducendo un processo di  “digestione” del cibo precedentemente collocato al proprio interno. Tecnologia e artigianato si scontrano e fondano nelle opere dell’artista belga, come nel caso di questa ricostruzione meccanica dei processi fisiologici che si verificano all’interno del corpo umano: di essi, considerati una costante e un “fondamento” della nostra esistenza, Delvoye offre una restituzione “tecnica”.

Curata da Andres Pardey, la mostra si inserisce nel programma espositivo che l’istituzione svizzera dedica ai precursori, ai contemporanei di Jean Tinguely e alle ultime tendenze.