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Tra Venezia e Roma, sulle orme di Giorgione

22 giugno 2017

Giorgione-Doppio-ritratto Amici 1502

Aprirà i battenti il 24 giugno e sarà visitabile fino al 17 settembre la mostra Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma, allestita nel cuore della Capitale, a Palazzo Venezia e a Castel Sant’Angelo. Curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, uno dei massimi specialisti di pittura veneta fra l’età rinascimentale e barocca, la rassegna prende le mosse da un grande capolavoro di Giorgione, I due amici (in apertura, un dettaglio).

Ritenuto uno dei capisaldi della produzione pittorica del maestro di Castelfranco, il doppio ritratto può essere considerato emblema di una svolta epocale nella ritrattistica italiana del primo Cinquecento. L’opera testimonia una nuova idea di ritratto, basata, rispetto ai modelli precedenti, sull’importanza dello stato d’animo dei soggetti e sull’espressione di sentimenti amorosi, calandosi perfettamente nel clima culturale della gioventù patrizia veneziana all’epoca del massimo splendore della Serenissima.

La prima sezione della mostra – dedicata alle vicende storico-culturali di inizio Cinquecento – si sviluppa nell’Appartamento Barbo, a Palazzo Venezia, luogo in cui I due amici sono custoditi, a riprova del legame che univa Giorgione, e la stessa Venezia, alla Città Eterna. Del resto, il palazzo ospite della mostra fu la prima dimora romana di un grande collezionista lagunare, probabile committente del Giorgione: il cardinale Domenico Grimani.

La seconda sezione della mostra, invece, è si sviluppa negli Appartamenti papali, a Castel Sant’Angelo, dove trovano spazio altre opere di grandi maestri al confine tra Rinascimento e Barocco – come Tiziano, Romanino, Tintoretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Moretto –, capolavori che riflettono le tante sfumature dell’esperienza amorosa. Il percorso espositivo, progettato dallo studio De Lucchi, riunisce 45 dipinti, 27 sculture, 36 libri a stampa e manoscritti e una serie di stampe e disegni.