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Ode alla natura selvaggia: la fotografia di Michael Nichols

25 giugno 2017

Michael Nichols, Mrithi, Volcanoes National Park, Rwanda, 1981

Giornalista, artista, attivista e sostenitore della conservazione degli habitat naturali, il fotografo del National Geographic Michael “Nick” Nichol è in mostra a Philadelphia fino al 17 settembre.
La monografica Wild: Michael Nichols, curata da Peter Barberie e Melissa Harris, assegna centralità alla ricerca condotta dal leggendario fotografo, nell’arco di oltre 30 anni, in tutto il mondo.

La Natura, colta nelle sue espressioni più indomite e potenti e spesso restituita anche nella sua dolente fragilità, costituisce il cuore pulsante dell’azione condotta dall’artista, che negli anni si è prodigato affinando le tecniche e realizzando straordinari reportage sugli animali nel loro habitat. Un’attività che lo ha spinto a raggiungere gli angoli più remoti e incontaminati del mondo, tra cui il Bacino del Congo o il Serengeti, in Africa orientale, solo per citarne alcuni.

Le sue fotografie confluiscono ora nel più importante percorso espositivo a lui dedicato fino a oggi. A ospitarlo è il Philadelphia Museum of Art, istituzione che per l’occasione ha scelto di rimodulare il consueto programma di attività estive destinato alle famiglie – Art Splash – in coerenza con i temi della mostra stessa.
In Wild: Michael Nichols vengono presentate creature affascinanti e talvolta poco note, contesti naturalistici ancora selvaggi e incontaminati, ma anche zone più complesse, drammaticamente trasformate per effetto dell’azione, spesso incontrollata, dell’uomo.

[Immagine in apertura: Michael Nichols, Mrithi, Volcanoes National Park, Rwanda, 1981]