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Amore e autobiografia nel nuovo romanzo di J.R.R. Tolkien

5 giugno 2017

J.R.R. Tolkien ritratto nel suo studio al Merton College, Oxford, nel 1955 (Photo by Haywood Magee/Picture Post/Getty Images)

Si intitola Beren and Lúthien il libro che porta la firma dell’indimenticato J. R. R. Tolkien, autore di epopee fantasy conosciute da intere generazioni. A oltre 40 anni dalla sua scomparsa, i tanti fan dello scrittore possono tornare a leggerne le parole, grazie all’arrivo sul mercato di una nuova storia, che mescola un pizzico di autobiografia all’immaginario fantastico sempre presente nelle sue saghe.

La pubblicazione non sarebbe stata possibile senza l’intervento di Christopher, il terzogenito di Tolkien, impegnato in una minuziosa opera di assemblaggio e studio dei manoscritti del padre. Esistevano infatti ben quattro versioni diverse di Beren and Lúthien, la prima delle quali era intitolata Tale of Tinúviel e fu pubblicata all’interno di The Book of Lost Tales, mentre alcuni personaggi comparvero nel Silmarillion e in The Lay of Leithian.

La trama ruota attorno alle vicende di Beren, un uomo – dunque mortale – e Lúthien, un elfo immortale, il cui amore è osteggiato dal padre di lei, che sottopone Beren a una prova impossibile in cambio della mano di sua figlia. Secondo quanto dichiarato dalla Tolkien Society, in una lettera datata 1972, Tolkien spiegò al figlio Christopher che la storia d’amore tra i due personaggi aveva una componente autobiografica.

L’incontro fra Beren e Lúthien ebbe origine da un episodio della vita di Tolkien e di sua moglie Edith, avvenuto dopo il ritorno in patria dello scrittore dal fronte della Prima Guerra Mondiale, nel 1917, per rimettersi in forze in seguito a una malattia. Durante una passeggiata nell’East Yorkshire, Edith iniziò a ballare in una radura fiorita, ispirando i gesti dei due personaggi descritti in un passaggio di The Lay of Leithian.