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La Cina si racconta, alla Biennale di Venezia

22 luglio 2017

Li Songsong, Beihai, acrilico su tavola, 2016

Fino al 26 novembre, le Tese 98 e 99 dell’Arsenale nord di Venezia fanno da cornice a Memory and Contemporaneity, la mostra-evento collaterale della 57esima Biennale d’Arte che innesca un dialogo fra il passato e il presente della Cina attraverso i lavori di 17 artisti contemporanei, impegnati in una riflessione sulla memoria storica e culturale del proprio Paese.

Curata da Davide Rampello, Gianfranco Maraniello, Wang Yamin e Sun Jianjiun, la rassegna ha conosciuto degli esordi concitati, poiché le oltre 50 opere esposte sono rimaste bloccate per oltre due mesi nello Sri Lanka a causa dell’incendio che aveva colpito il cargo su cui viaggiavano. Finalmente inaugurata, la mostra testimonia lo sguardo di alcuni fra gli artisti cinesi più affermati del momento ‒ quali Xu Bing, Gu Wenda, Qiu Zhijie, Song Dong, Peng Wei e Shang Yang ‒ sulla storia dei propri luoghi d’origine, a cominciare da un simbolo indiscusso: la Città Proibita.

Come sottolinea Gianfranco Maraniello, “Memory and Contemporaneity non è solo l’occasione di osservare i lavori di alcuni dei più interessanti artisti cinesi della scena recente, ma è il tentativo di considerare più profonde radici in una tradizione culturale che, a partire dall’immaginario della Città Proibita, si apre a valori non omologati per l’arte contemporanea”.

[Immagine in apertura: Li Songsong, Beihai, acrilico su tavola, 2016]