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Dopo oltre 30 anni, ricompare un’opera rubata di Willem de Kooning

14 agosto 2017

Willem de Kooning, Woman-Ochre dopo il suo ritrovamento, courtesy university of arizona museum of art

Non sono solo la riscoperta di opere d’arte antica e i ritrovamenti archeologici a destare l’attenzione dei media internazionali in questa calda estate. Arriva infatti dagli Stati Uniti una notizia che riaccende i riflettori sull’artista Willem de Kooning, tra gli esponenti della corrente dell’espressionismo astratto scomparso nel 1997. Il rinvenimento della sua Woman-Ochre, riportata in questi giorni sulla stampa statunitense, infonde speranza in merito al destino di decine di altre opere delle quali si sono perse le tracce.

Rubato il giorno successivo al Giorno del Ringraziamento nel 1985 dalle sale dello University of Arizona Museum of Art, il dipinto apparteneva a una collezione ispirata a soggetti femminili realizzata negli anni Cinquanta dall’artista di origini olandesi. All’epoca non erano presenti videocamere per garantire la sorveglianza all’interno del museo e gli investigatori riuscirono a ricostruire solo parzialmente l’accaduto: del furto sarebbero stati autori un uomo e una donna che, dopo essersi introdotti intorno alle 9 del mattino nella sala, avrebbero portato via l’opera in meno di un quarto d’ora.

Più di 30 anni dopo il trafugamento, i titolari di un negozio di mobili e oggetti d’antiquariato del New Mexico, sollecitati dalle frequenti domande da parte della clientela sull’autore di un dipinto esposto nel loro shop, hanno deciso di approfondire l’argomento. Online hanno rinvenuto un articolo relativo proprio al furto verificatosi anni prima; successivamente, hanno confrontato le foto disponibili con la tela conservata nel loro negozio. Senza nessuna esitazione, hanno scelto di restituire il “maltolto” al museo di competenza, che ha avviato la procedura per accertarne la “paternità”.

Dalle prime analisi non sono emersi dubbi: si tratterebbe infatti proprio di Woman-Ochre. Le condizioni del dipinto sono state giudicate “relativamente buone in considerazione del furto“, ma come comprensibile saranno necessari interventi di restauro prima che possa tornare alla piena fruizione da parte del pubblico.
Quando lo appenderemo, sarà un momento da celebrare“, ha detto Meg Hagyard, direttore ad interim del museo.

[Immagine in apertura: Courtesy of University of Arizona Museum of Art]