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Geometrie di luce: l’installazione di Cerith Wyn Evans per la Tate Britain

3 agosto 2017

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Forms in Space…by Light (in Time) è il titolo dell’installazione concepita da Cerith Wyn Evans per l’annuale appuntamento promosso dalla Tate Britain Commission. Incaricato dall’istituzione di progettare un intervento inedito che accompagnasse le visite al museo londinese nel periodo estivo, l’artista originario del Galles – è nato a Llanelli, nel 1958 – ha progettato un’opera che combina geometria e luce. Visitabile gratuitamente fino al 20 agosto, l’intervento è stato allestito nelle Duveen Galleries, in una  sezione della Tate Modern dedicata alla scultura contemporanea che ogni anno ospita temporaneamente un progetto site-specific di un artista britannico.

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Per la realizzazione di Forms in Space…by Light (in Time) Cerith Wyn Evans ha impiegato quasi due chilometri di luci al neon. Sospesa dal soffitto, l’opera si articola in una successione di linee rette, curve e spirali offrendo al visitatore un’occasione di contemplazione. Capace di mutare il proprio aspetto passo dopo passo, l’installazione attiva anche un dialogo con i maestosi interni in stile neoclassico della Tate Britain, contraddistinti dalla sontuose volte in copertura. Dopo le opere realizzate da Phyllida Barlow, Fiona Banner, Martin Creed, Mark Wallinger e Mona Hatoum, negli anni scorsi, l’artista gallese ha attinto al suo linguaggio canonico, impiegando il proprio “medium di elezione”, ovvero i tubi fluorescenti al neon. Solo all’apparenza statica, la grande installazione luminosa attesta chiaramente l’interesse dell’artista per i temi della comunicazione e della percezione visiva: il risultato è una sorta di “estensione” delle coordinate spazio-temporali del museo.

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Attualmente in mostra anche alla Biennale di Venezia con un’opera di impronta concettuale di alcuni anni fa – Pasolini Ostia Remix, 1998-2003 – Wyn Evans si è avvicinato alla pratica artistica dopo aver intrapreso la propria carriera creativa nella produzione di film sperimentali. Prima di approdare al suo attuale ambito di ricerca – che intercetta, come accennato, i campi della comunicazione e della percezione – si è interessato di scultura, fotografia e sceneggiatura: non a caso, attinge spesso a citazioni tratte da opere letterarie, poetiche o filosofiche per i suoi lavori.