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A Londra, nello studio di Henri Matisse

15 agosto 2017

Henri-Matisse-Still-Life-with-Seashell-on-Black-Marble-1940.-The-Pushkin-State-Museum-of-Fine-Arts-Moscow.-Photo-Archives-H.-Matisse-©-Succession-H.-Matisse.-Artwork-©-Succession-H.-Matisse-DAC

C’è tempo fino al 12 novembre per visitare Matisse in the Studio, la mostra allestita alla Royal Academy of Arts di Londra e incentrata sugli oggetti raccolti dal pittore francese durante la sua esistenza. Una vera e propria immersione nell’universo dell’artista, fra utensili di uso comune e manufatti provenienti da svariate latitudini, che molto influenzarono le scelte visive di Matisse.

Dalle statue thailandesi di matrice buddista al mobilio e ai tessili di origine nord africana, sono innumerevoli gli oggetti che costellano il display londinese e che hanno rappresentato una inesauribile fonte di ispirazione per Matisse, il quale iniziò ad acquistarli a partire dai primi anni del Novecento.

Conosciuto come esponente dei Fauves e di una pittura in cui la sensualità del colore trova il suo bilanciamento nell’armonia delle forme, l’artista francese seppe trarre spunto dalle maschere africane per la definizione dei volti e dei contorni delle sue figure, mentre gli oggetti di derivazione islamica con cui Matisse adornò il proprio studio rappresentarono la cornice ideale per le sue celebri odalische.

Organizzata attorno a cinque nuclei tematici, la mostra britannica sottolinea il ruolo cardine giocato dagli oggetti nell’opera di Matisse, che considerava questi ultimi degli “attori” in grado di interpretare ruoli diversi a seconda del contesto. L’oggetto come attore, Il nudo, Il viso, Lo studio come teatro e Il linguaggio dei segni sono le sezioni attorno a cui è costruita la rassegna, che accosta agli oggetti alcuni dei capolavori matissiani ispirati a essi.

[Immagine in apertura: Henri Matisse, Still Life with Seashell on Black Marble, 1940. The Pushkin State Museum of Fine Arts Moscow. Photo Archives H. Matisse © Succession H. Matisse. Artwork © Succession H. Matisse DAC]