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Storia di una famiglia, racchiusa in una busta da lettere

7 agosto 2017

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Può succedere che una busta da lettere possa raccontare più del testo che contiene? A quanto pare sì, perché è esattamente il caso – riportato dal quotidiano britannico Guardian qualche giorno fa – della storia che Brenda Fitch e sua sorella Sandra Britton sono riuscite ad apprendere, a proposito del loro nonno paterno Frederick Tolhurst, proprio a partire da una raccolta di buste da lettera.
Frederick, artista non professionista, era solito inviare ai figli Reginald e Vera delle lettere, le cui buste venivano illustrate con disegni colorati, a misura di bambino. Il vero significato di questa particolare pratica epistolare, però, è stato rivelato a Brenda non prima che compisse 74 anni.

Per quanto lei e Sandra sapessero di queste lettere, non era mai venuto in mente loro il motivo per cui il nonno tenesse una conversazione scritta con i figli, quando questi erano appena bambini. È stata la zia centenaria – e sorella del padre di Brenda e Sandra – a raccontare loro, in un qualunque giorno di visita presso la casa di riposo dove viveva, che la nonna paterna non era morta prima che le nipoti nascessero: aveva abbandonato il tetto coniugale, lasciando il marito Frederick a occuparsi dei due figli piccoli per seguire in Uruguay l’uomo di cui si era innamorata. Spezzando una famiglia non solo per il dolore della separazione, ma anche per lo scandalo che ne era conseguito: nei primi decenni del Novecento, un divorzio era considerato una vera e propria sciagura.

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Frederick non aveva abbandonato i figli, ma – sempre a causa del contesto sociale dell’epoca – non c’era modo per lui di occuparsi da padre single di due bambini e allo stesso tempo lavorare per il sostentamento di tutti. Per questo, i bambini erano stati affidati alle cure dei parenti, in due famiglie separate.
Anche se Frederick cercava di andare a trovare Reginald e Vera il più spesso possibile, per la maggior parte dell’anno poteva mantenere soltanto un rapporto per corrispondenza con i suoi bambini. Le buste delle sue lettere, così popolate di anatre e fiori, sgargianti automobili e gioiose case di bambole, pur a distanza di un secolo continuano a trasmettere l’affetto e l’attaccamento che il padre nutriva per i suoi figli, cui inviava tutto un universo visivo di impressioni e fantasie che – meglio forse di qualsiasi parola – evocavano la felicità e il calore di una famiglia, nonostante le difficoltà della vita.
Alcune delle buste di Frederick Tolhurst sono ora in mostra a Londra, presso il Postal Museum, all’interno dell’esposizione Writing Home – Letters as a lifeline che, appunto, si focalizza sul ruolo fondamentale avuto dagli epistolari nel mantenere vivi i rapporti familiari, in un secolo sconvolto da due guerre mondiali e dalle prime grandi migrazioni da un continente all’altro.