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Il cinema di Marco Ferreri rivive a Venezia

3 settembre 2017

Marco Ferreri, Storia di Piera

Si intitola La lucida follia di Marco Ferreri, il docu-film presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema, nella sezione Venezia Classici, che andrà poi in onda, in esclusiva per la televisione, l’11 maggio 2018 su Sky Arte HD, nel giorno in cui si celebreranno i novant’anni della nascita del regista.

Prodotto da Nicoletta Ercole e Mauro Cappelloni in associazione con Riccardo Di Pasquale, il documentario catapulta il pubblico nell’immaginario di Ferreri, autori fra i più complessi, talentuosi e controversi del Novecento italiano. Spesso considerato un provocatore, sarà proprio il regista a riflettere su una simile nomea, che non lo abbandonò fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1997.

La pellicola diretta da Anselma dell’Olio apre una via d’accesso alla poetica di Ferreri, grazie anche a una serie di spezzoni di suoi film spagnoli, italiani e francesi, tra cui El cochecito, La cagna, L’ultima donna, Dillinger è morto, La grande abbuffata, Storia di Piera, La donna scimmia. Non mancano le testimonianze dei suoi celebri sostenitori, come Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Philippe Noiret, protagonisti dei materiali d’archivio usati per la realizzazione del film, alcuni dei quali inediti in Italia.

Contribuiscono a rendere la pellicola ancora più suggestiva le parole degli attori che hanno dato vita ai personaggi di Ferreri ‒ Isabelle Huppert, Andréa Ferreol, Ornella Muti, Roberto Benigni, quest’ultimo autore e interprete della poesia che accompagna il prologo del documentario ‒ del regista Radu Mihaileanu, del musicista Philippe Sarde, dello scenografo Dante Ferretti, e di Serge Toubiana, luminare del Cahiers du cinéma.

I loro ricordi evocheranno una personalità fuori dagli schemi, tratteggiata così dalla regista del documentario: “Aveva antenne che captavano sonorità nascoste, rimosse, spesso pericolose (per se stesso e per gli spettatori), lungimiranti e primarie. Basterebbe il modo in cui ha assorbito e restituito prima di tutti con chiarezza e senza storpiature la questione femminista e della coppia nei suoi film”.