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Il cinema di Jean Rouch, da Torino a Venezia

7 settembre 2017

Jean Rouch

Cent’anni fa veniva al mondo uno dei cineasti più acclamati del Novecento e la 74. Mostra del Cinema di Venezia, in corso fino al 9 settembre, ne ricorda le gesta con la proiezione de L’Enigma di Jean Rouch a Torino. Cronaca di un film raté, nell’ambito della sezione Venezia Classici ‒ Documentari, durante la giornata di oggi, giovedì 7 settembre.

Diretta da Marco di Castri, Paolo Favaro e Daniele Pianciola, la pellicola, in onda venerdì 15 settembre su Sky Arte HD, racconta la genesi del film Enigma, emblema del cinéma verité praticato da Rouch. Il documentario ripercorre i due anni che intercorsero tra l’arrivo di Rouch a Torino nel 1984, dopo aver lasciato il fiume Niger e le popolazioni Dogon, e la conclusione del progetto.

A rendere la narrazione ancora più suggestiva e dettagliata contribuisce il mix di testimonianze dei protagonisti e il cospicuo making of, girato da Marco di Castri, Daniele Pianciola e Alberto Chiantaretto, allora giovani filmmaker che invitarono Rouch a progettare un film “dionisiaco” a Torino.

Attorno al lungometraggio prese forma anche il progetto L’Occhio, La Macchina, La Città: una serie di “lezioni di cinema verité” di Jean Rouch, cui parteciparono dieci videomaker torinesi under 30 che si confrontarono con la realtà produttiva di un vero film, come i futuri registi Mimmo Calopresti, Alberto Signetto, Tina Castrovilli e Stefano Tealdi. Inoltre, contribuirono alla realizzazione di Enigma importanti voci del panorama intellettuale di allora, quali Primo Levi e Oddone Camerana, coinvolti nella descrizione di una Torino in costante fermento, che ambiva a trasformarsi in un “laboratorio di idee”.