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A Ragusa torna FestiWall, il festival d’arte pubblica più a sud d’Europa

22 settembre 2017

Dulk, Lost&found, photo credits Marcello Bocchieri

Il centro storico di Ragusa, nonostante la bellezza architettonica, risulta per lo più spopolato, rendendo necessaria una riflessione collettiva. Continua così il focus sul territorio, da sempre caratteristica di successo di FestiWall, che per una settimana, dal 24 al 30 settembre, trasformerà Ragusa in un cantiere a cielo aperto, concentrandosi, per questa terza edizione, proprio sul centro storico.

La collocazione delle opere d’arte all’interno del tessuto urbano del centro storico vuole stimolare il dialogo e il confronto di tutti i residenti”, affermano Vincenzo Cascone e Antonio Sortino dell’Associazione Culturale Pandora, ideatori e curatori del progetto, “senza alcuna distinzione di sorta, per favorire una rinascita di questo importante quartiere della città”. Dopo aver preso in esame le aree di costruzione più recente, stavolta il festival punta lo sguardo su alcune dinamiche particolarmente critiche: lo spopolamento del centro storico e i suoi effetti sull’area urbana.

Il quartier generale di FestiWall e gli eventi collaterali della manifestazione troveranno spazio presso il “City” ‒ una struttura che avrebbe dovuto costituire un luogo di socializzazione adiacente all’area verde della città, ma che da qualche tempo versa in uno stato di abbandono e degrado.

Il cuore pulsante del festival, invece, saranno i cinque muri dipinti da altrettanti street artist ‒ GUE, Marat Morik, Guido Van Helten, Sebas Velasco, Zoerism – invitati a riqualificare una complessa porzione di Ragusa con la loro prorompente creatività.

[Immagine in apertura: Dulk, Lost & Found, photo credits Marcello Bocchieri]