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There is a Planet: l’omaggio della Triennale a Ettore Sottsass

13 settembre 2017

Ettore Sottsass photo by Giuseppe Varchetta

Con un allestimento firmato da Michele De Lucchi e Christoph Radl e la curatela di Barbara Radice, anche la Triennale di Milano è pronta a tributare il proprio omaggio a Ettore Sottsass a cento anni dalla nascita. Accompagnata da un libro e da un catalogo, la monografica There is a Planet, in programma dal 15 settembre 2017 al 11 marzo 2018, si focalizza su un particolare progetto, mai realizzato, firmato dall’architetto e designer nato a Innsbruck il 14 settembre 1917.

Dopo il Met Breuer di New York, dove è in corso la a retrospettiva Ettore Sottsass: Design Radical, e il Vitra Campus di Weil am Rhein che ospita, fino al 24 settembre prossimo, Ettore Sottsass – Rebel and Poet, anche l’importante istituzione italiana diretta da Silvana Annicchiarico ha scelto di celebrare il pluripremiato progettista, legandosi al particolare progetto editoriale che dà il titolo alla mostra stessa.
There is a Planet, infatti, su un volume curato da Sottsass all’inizio anni Novanta per l’editore tedesco Wasmuth: mai stampato all’epoca della sua ideazione, ha visto la luce solo ora, grazie alla casa editrice Electa. Secondo il piano concepito dallo stesso Sottsass, la pubblicazione avrebbe dovuto riunire – in cinque gruppi, con cinque titoli diversi e altrettanti testi – le fotografie scattate proprio da lui, in giro per il mondo. All’interno sarebbero state disponibili immagini di architetture, case, porte, persone e di altre situazioni sempre connesse con la sfera abitativa e la presenza dell’uomo sul pianeta.

La mostra There is a Planet si snoda tra 9 ambiente tematici, scelti a partire dalla lettura dei volumi di archivio che raccolgono gli scritti di Sottsass. A unificare ogni sezione, pur nell’eterogeneità degli argomenti trattati, è proprio la presenza di brevi citazioni desunte dalle opere letterarie dell’architetto.
Il percorso espositivo, inoltre, si articola anche secondo un criterio parzialmente cronologico – Per qualcuno può essere lo spazio (fino al 1955 circa); Il disegno magico (anni ’50 e ‘60); Memorie di panna montata (anni Sessanta); Il disegno politico (anni Settanta); Le strutture tremano (a cavallo tra Settanta e Ottanta); Barbaric design (anni Ottanta); Rovine (anni Novanta); Lo spazio reale (a cavallo tra Ottanta e Novanta); Vorrei sapere perché… (fino al 2007) – con l’obiettivo di dare piena evidenza al carattere eclettico della produzione di Sottsass.

Figura fondamentale del design del XX secolo, noto a livello internazionale anche grazie ai numerosi riconoscimenti ottenuti nel corso della carriera, deve la propria fama anche alla cruciale esperienza del Gruppo Memphis, da lui diretto.

[Immagine in apertura: Photo by Giuseppe Varchetta]