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Un tributo fotografico alle vedute del Monte Fuji di Hokusai

4 settembre 2017

Raoul Ries, fotografia tratta dal libro Thirty-six Views of Mount Fuji (2017), pubblicato da Hatje Cantz

Il Monte Fuji che emerge nella densa maglia di cavi aerei dell’elettricità, che fa capolino dall’insegna a strisce colorate di uno store della popolare catena 7-Eleven, che si affaccia dallo scheletro di un grande edificio in costruzione: è un ritratto del Giappone dei giorni nostri, a partire dalla sua celebre montagna, quello tratteggiato dal fotografo Raoul Ries e confluito in una recente pubblicazione.
Ispirandosi dichiaratamente alla celebre serie 36 vedute del Monte Fuji, realizzata dal pittore e incisore Katsushika Hokusai tra il 1830 e 1832, Ries scelto di realizzare una narrazione per immagini della società giapponese contemporanea in rapporto con il suo iconico monte.

Esaminando le stampe di Hokusai, il fotografo ha individuato una struttura compositiva ricorrente che ha impiegato come impianto per le sue opere. Al pari della fotografia, dal suo punto di vista, anche le xilografie di Hokusai hanno il potere di consegnare all’eternità momenti di per sé fugaci.
Dall’osservazione degli esiti del progetto di Ries si può evidenziare, al pari del modello di riferimento, la presenza di persone colte nell’atto di dedicarsi alla loro attività quotidiana in primo piano. La fascia centrale dell’immagine fornisce un’indicazione soprattutto di carattere temporale, ad esempio restituendo dati sulla stagione o sul momento della giornata in cui è stato effettuato lo scatto.
Sullo sfondo c’è sempre il Monte Fuji, il cui profilo sembra voler ricordare all’osservatore come alcuni cambiamenti siano troppo lenti per essere percepiti nel corso della vita umana. Ieri come oggi.