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Capodimonte ricorda le Biennali Borboniche con un’apertura straordinaria

6 ottobre 2017

Ottocento privato - Foto di Giuseppe Salviati_ridotte

Impiegato come appartamento ad uso privato della corte, sia all’epoca dei Borbone che in quella dei Savoia, il cosiddetto “Ottocento privato” di Capodimonte è una sezione che dispone di ampi spazi e gode di affacci panoramici sul parco, sulla città e sul golfo di Napoli.
Gli ambienti che la costituiscono saranno aperti per una tre giorni di inizio autunno che intende rendere omaggio all’esperienza delle due Biennali Borboniche. Nel 1826 e nel 1830, su iniziativa di Francesco I di Borbone, re delle Due Sicilie, si tennero infatti due esposizioni d’arte. L’idea, fortemente sostenuta dallo stesso sovrano, intendeva porre Napoli sullo stesso livello delle altre capitali europee, attraverso un’occasione conoscenza dello scenario artistico dell’epoca e di visibilità per gli artisti coevi.

Fino a domenica 8 ottobre, l’apertura al pubblico di tali spazi – accessibili con lo stesso biglietto di ingresso al Museo – permetterà di riaccendere i riflettori su quella stagione. Negli intenti del re, le Biennali Borboniche avrebbero infatti dovuto incoraggiare gli artisti verso un confronto reciproco. In quel periodo era attivo anche l’Istituto del Pensionato romano, al quale accedevano gli allievi più dotati del Real Istituto di Belle Arti di Napoli.
Le Biennali offrirono un’opportunità concreta di incontro tra artisti e committenti; successivamente, a ricevere il testimone di quel processo fu Ferdinando II (1830-1859). La visita della sezione dell’Ottocento privato conduce dunque nel cuore di un elegante ambiente privato partenopeo che “conserva la memoria storica del passato e una pregevole galleria d’arte“.