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Cronache dal set: il cinema di Sorrentino nelle foto di Gianni Fiorito

12 ottobre 2017

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Dal giovane Papa Jude Law della serie The Young Pope (nell’immagine in apertura), alla rockstar Cheyenne di This Must Be the Place, i cui panni vennero vestiti da Sean Penn; da Jep Gambardella de La Grande Bellezza a Giulio Andreotti de Il Divo, entrambi interpretati da Toni Servillo: sono questi i personaggi che vanno a comporre la mostra Cronache dal set: il cinema di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito, appena inaugurata alla Project Room di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, a Torino.
Nel percorso espositivo confluiscono circa 40 immagini che, oltre a condurre i visitatori nel “dietro le quinte” di queste pellicole di successo, tratteggiano un racconto visivo “colto, sincopato di Sorrentino, mettendo in atto la perenne lotta fra la narrazione che scorre e l’interruzionedel tempo“.

Le fotografie sono opera di Gianni Fiorito, che dal 1980 si è dedicato al fotogiornalismo: sue sono numerose ricerche sulla complessa realtà napoletana, tra analisi del fenomeno camorristico, dell’illegalità diffusa e delle trasformazioni del paesaggio urbano. A tale ambito ha affiancato, negli ultimi anni, una personale ricerca sull’uso del territorio italiano nel cinema, stringendo collaborazioni, oltre che con il Premio Oscar Paolo Sorrentino, anche con Luca Miniero, John Turturro e Antonio Capuano.
Come ha sottolineato la curatrice della mostra, Maria Savarese, Gianni Fiorito “nella sua ricerca fotografica non si accontenta di restituire una o più immagini che siano rappresentative dei film, ma da ciascuna di esse cerca di trarre una visione ulteriore che mai si pone a commento di quella già data dal cinema. Ciò che tenta di fare la sua fotografia è ’vedere oltre’, ragionandosugli elementi fondamentali della scena: l’attore, il regista, la troupe, i luoghi.Fotografare il cinema non è semplice: meno frequente è trovarsi di fronte a risultati che valicano il limite della documentazione per produrre visioni portatrici di senso.” Tra le caratteristiche distintive della sua fotografia legata al cinema si evince la cosiddetta “empatia con il ‘bagaglio’ professionale del regista: il suo particolare modo di lavorare sul set, la ricerca della concentrazione, della giusta inquadratura, del confronto continuo con gli attori e il personale tecnico sulla scena, il controllo maniacale di ogni particolare del trucco, dei vestiti, dei volti di ogni comparsa, degli oggetti in scena, raccontato alla maniera di un fotoreporter costantemente presente, ma invisibile e attento, al centro del set.”

Promossa in occasione di Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi, anche questa mostra resterà aperta fino al 7 gennaio prossimo.