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Tre installazioni di Bill Viola, tra arte e spiritualità

16 ottobre 2017

È un intervento dal carattere fortemente spirituale, quello che Bill Viola si appresta a inaugurare nella Cripta del Santo Sepolcro di Milano. Dal 18 ottobre al 28 gennaio, l’antica chiesa ipogea farà da cornice a tre installazioni di sicuro impatto, che creeranno un affascinante dialogo con l’ambiente circostante.

Riaperta dopo 50 anni e diventata subito una meta irrinunciabile per milanesi e turisti, la Cripta del Santo Sepolcro si preannuncia sfondo quanto mai adatto per la triade di lavori realizzati da Bill Viola ricorrendo anche stavolta al linguaggio del video. Vita, morte, eternità e dimensione umana sono i grandi temi attorno a cui ruota l’indagine dell’artista americano, generando un forte coinvolgimento dello spettatore sul piano emotivo.

Visitabile esclusivamente in orario tardo pomeridiano e serale, la rassegna punta i riflettori su un tris di opere datate fra il 2000 e il 2014. Il percorso espositivo prende il via con The Quintet of the Silent (2000), uno sguardo ravvicinato sugli effetti delle emozioni grazie a riprese lente e dettagliate, per poi proseguire con The Return (2007), appartenente alla serie Trasfigurazioni e incentrata sulle modifiche apportate all’interiorità dallo scorrere del tempo.

L’itinerario si conclude con Earth Martyr (2014), una delle quattro opere che compongono l’installazione permanente Martyrs, intitolata ai quattro elementi naturali e inaugurata presso la St Paul’s Cathedral di Londra nel maggio del 2014. Un ideale viaggio di liberazione dal peso della terra.

[Immagine in apertura: Bill Viola, The Quintet of the Silent, 2000, performers: Chris Grove, David Hernandez, John Malpede, Dan Gerrity, Tom Fitzpatrick]