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Una poderosa installazione newyorkese per David Hammons

8 ottobre 2017

David Hammons, Day's End

Pochi giorni fa il Whitney Museum of American Art di New York ha presentato al grande pubblico l’inedito progetto di David Hammons, destinato a prendere forma lungo la Gansevoort Peninsula, di fronte al museo della Grande Mela. Il lavoro, proposto dall’artista al Whitney e intitolato Day’s End, si ispira all’intervento di Gordon Matta-Clark datato 1975, quando l’artista creò cinque dei suoi celebri tagli nell’hangar che dominava originariamente il Pier 52.

Il progetto immaginato da Hammons consiste in una installazione aperta, in acciaio inossidabile, uguale, nella forma e nelle dimensioni, alla struttura originaria. Il risultato assumerebbe le sembianze di un monumento fantasma, in omaggio alla storia del waterfront newyorkese a partire dall’Ottocento, in memoria di una florida epoca commerciale lungo le rive dell’Hudson.

Day’s End si estenderebbe sull’acqua grazie a un sistema di supporti leggeri, entrando in una connessione diretta con l’ambiente circostante e integrandosi con il panorama fluviale e terrestre. Accessibile a tutti, il progetto di Hammons, una volta concretizzatosi, innescherebbe un dialogo profondo con la storia del luogo e l’attuale comunità che lo abita.