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Manifesta 12 arriverà a Palermo per “coltivare la coesistenza”

29 novembre 2017

Veduta di Palermo, Francesco Lojacono, 1875, Manifesta 12 Palermo Atlas, 2017, Courtesy of OMA

Fa tappa in Italia, in Sicilia, la 12esima edizione di Manifesta, la biennale di arte e cultura contemporanea fondata ad Amsterdam dalla storica dell’arte olandese Hedwig Fijen che, come noto, è priva di una sede unica e fin dall’esordio, nel 1996, si è sempre svolta in “luoghi inattesi in grado di riflettere il DNA mutevole dell’Europa e porre l’attenzione sulle questioni chiave e sulle trasformazioni in atto“.
Manifesta 12 aprirà a Palermo il 16 giugno 2018, offrendo a questo processo di “decodificazione dell’Europa” – che negli anni ha coinvolto luoghi come San Pietroburgo, Rotterdam e Nicosia – una “base operativa” proprio al centro del Mediterraneo. Prima di passare il testimone a Marsiglia, dove nel 2020 si svolgerà Manifesta 13, fino al 4 novembre 2018 la kermesse declinerà nel capoluogo siciliano il progetto sviluppato dal team dei cosiddetti Creative Mediator: Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis. A loro si deve la definizione del tema Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza, presentato nei giorni scorsi alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini.

Cuore della kermesse sarà l’indagine del significato di “coesistenza”: prendendo in esame Palermo, crocevia di tre continenti, verranno analizzati gli scenari contemporanei contrassegnati “da reti informative invisibili, interessi privati transnazionali, intelligenza algoritmica, processi ambientali e ineguaglianze che aumentano incessantemente“.
Punto di partenza per la definizione del progetto curatoriale è  stato lo studio urbano Palermo Atlas, a cura dello studio internazionale di architettura OMA e di prossima pubblicazione: “Abbiamo camminato per la città, visitando oltre 100 siti che hanno forte rilevanza storica, culturale, civile e sociale. La raccolta di viaggi, storie e incontri ci ha permesso di avvicinarci ai tanti contesti esistenti all’interno di Palermo e di iniziare ad accertarne la complessità. M12 intende collaborare con la città per mobilitare la cittadinanza e lasciare un’eredità duratura“, ha raccontato a riguardo l’architetto italiano e partner di OMA Ippolito Pestellini Laparelli.

Il gruppo interdisciplinare di specialisti nel team curatoriale rifletterà le molteplici competenze attraverso l’approccio interdisciplinare della manifestazione, considerato come il modello più consono per “capire come decodificare Palermo in tutte le sue complessità e amplificare le energie della città attraverso metodi innovativi e sperimentali“. Epicentro e principale luogo di incontro e accoglienza della biennale sarà Teatro Garibaldi; numerose location cittadine, dalle aree degradate del centro storico, saranno sede degli appuntamenti promossi.
Un posto d’onore spetterà, tra i vari siti coinvolti, all’Orto Botanico di Palermo: ospiterà infatti Garden of Flow, una delle quattro sezioni principali di M12, focalizzata sulla tossicità, sulla vita delle piante e sulla cultura del giardinaggio in una prospettiva globale.

[Immagine in apertura: Veduta di Palermo, Francesco Lojacono, 1875, Manifesta 12 Palermo Atlas, 2017, Courtesy of OMA]


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