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Pronti a rinascere i 24 Luoghi del Cuore su cui interverrà il FAI

22 novembre 2017

Castello di Sammezzano

Non mancano le sorprese scorrendo la lista dei siti, votati nei mesi scorsi dagli italiani attraverso l’ormai tradizionale censimento I Luoghi del Cuore, che riceveranno un sostegno economico nei prossimi mesi.
A essere sottoposti a opere di recupero, restauro e valorizzazione sostenute dal FAI – Fondo Ambiente Italiano con Intesa Sanpaolo e promosse in collaborazione con il MiBACT, saranno complessivamente 24 luoghi in 15 regioni.

Al Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (Alessandria), già medaglia d’argento nella speciale lista di gradimento con 47.319 preferenze, saranno destinati 40mila euro. Questo contributo sarà impiegato per il completamento dell’allestimento del Museo Vasariano, all’interno del complesso; annunciata inoltre la realizzazione di nuovi supporti espositivi e didattici e l’apertura di un passaggio diretto tra la chiesa e gli ambienti museali.
Collocate sulle pendici dell’altopiano del Cansiglio, le Grotte di Fregona (Treviso) avevano ottenuto 36.789 voti, conseguendo il terzo posto nella classifica nazionale. In questo caso, l’investimento pari a 30mila euro sarà finalizzato all’attuazione di un intervento – in corso di definizione da parte del Comune di Fregona, ente proprietario – di ampliamento del percorso di visita.

Temporaneamente sospesa è invece la situazione del Castello e il Parco di Sammezzano, in località Reggello (Firenze). Destinatario di 50mila euro in quanto primo classificato all’ottava edizione de I Luoghi del Cuore, l’affascinante complesso (nell’immagine in apertura) rimodulato nella seconda metà dell’Ottocento in stile orientalista dall’eclettico proprietario, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes, è attualmente al centro di una complessa vicenda in seguito all’annullamento dell’asta tenutasi lo scorso 9 maggio.
Il FAI ha scelto dunque di “sospendere qualsiasi decisione in merito all’intervento e congelare il contributo, in attesa di sviluppi chiari circa la nuova proprietà, i suoi progetti e la possibilità di mantenere una fruizione pubblica, anche parziale, dell’edificio.”