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Red carpet per gli artisti contemporanei, a Firenze

12 novembre 2017

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Un festival cinematografico le cui pellicole – corti e lungometraggi – sono per lo più firmate dai più grandi artisti della nostra epoca, o proprio al loro lavoro sono ispirate. È la stessa vocazione de Lo schermo dell’arte Film Festival, in programma aFirenze dal 15 al 19 novembre prossimi, a rendere unica la kermesse toscana, che quest’anno si appresta a celebrare il proprio decennale.

Diretto da Silvia Lucchesi, per il 2017 il festival propone in cartellone 26 diversi film, tra produzioni d’artista e documentari dedicati al lavoro dei creativi delle arti visive, con ben 70 ospiti internazionali.
Per fare qualche esempio, basti pensare che l’apertura della rassegna – in programma mercoledì 15 al Cinema La Compagnia – è stata affidata al live set dell’artista e musicista egiziano Hassan Khan, Leone d’argento all’ultima Biennale di Venezia.

La sala cinematografica sarà il centro del festival, ma diverse altre location di Firenze verranno coinvolte nell’iniziativa. Tra queste, diverse biblioteche e istituzioni della Città Metropolitana ospiteranno il progetto diffuso Moving Archive, con la proiezione di una serie di film d’archivio. Mentre a Palazzo Medici Riccardi la mostra Directing the Real. Artists’ Film and Video – curata da Leonardo Bigazzi – si proporrà come momento di riflessione su quanto rappresentato dalla kermesse in questi 10 anni, oltre ad anticipare gli scenari futuri.

Sul fronte delle anteprime, invece, è alta l’attesa per l’ultima opera del regista iraniano Abbas Kiarostami – 24 Frames, in programma mercoledì 15 novembre – come pure per il cortometraggio The Dust Channel (2016), nuovo lavoro dell’artista, scrittore e regista israeliano Roee Rosen, esposto a Documenta 14.
In programma anche anteprime di film sui protagonisti dell’arte contemporanea quali Koudelka Shooting Holy Land di Gilad Baram, sul celebre fotografo ceco ripreso al lavoro in Palestina e Israele, e In Art We Trust in cui Benoît Rossel intervista alcuni noti artisti della scena contemporanea – da Lawrence Weiner a Liam Gillick – sul processo della creazione.
Ancora, il film Fall into Ruin (2017) dell’artista statunitense William E. Jones racconta la visita dell’autore ad un luogo straordinario della élite culturale di Atene degli anni Settanta e Ottanta: la villa del mercante e collezionista greco Alexander Iolas. Oggi abbandonato e semidistrutto, questo straordinario luogo era stato il centro in cui una comunità gay e cosmopolita si riuniva intorno a Iolas, anche protettore di giovani artisti tra i quali Andy Wharol e Max Ernst.