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A Firenze, Richard Long anticipa i 20 anni di BASE / Progetti per l’arte

8 dicembre 2017

È intitolato A R N O A V O N il progetto site-specific che l’artista inglese Richard Long ha appena inaugurato a Firenze, da BASE / Progetti per l’arte.
Interprete della Land Art, con interventi che hanno offerto una lettura personale di questa poetica già a partire dagli anni Sessanta, in occasione della personale fiorentina Long ha messo a punto due “mud works”.

Destinati ad altrettante pareti della sede espositiva, il cerchio e il semi-cerchio esposti sono stati realizzati applicando il fango direttamente sul muro. Utilizzando solo le mani, l’artista ha scelto di misurarsi con uno delle presenze ricorrenti del suo linguaggio artistico, un elemento naturale considerato “un ponte naturale tra l’acqua e la roccia“.
La sua è una forma di “pittura spontanea, che esplora le possibilità del disporsi della materia, ma anche che ne rivela l’energia intrinseca“; intende porsi sia come omaggio all’Arno, sia come ideale riferimento al fiume di Bristol, la sua città natale: l’Avon.

A qualificare il doppio intervento è lo stesso Long – classe 1954 e rappresentante della Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 1976 – affermando: “Ho sempre un’idea precisa della forma complessiva del lavoro, che è equilibrata dalla spontaneità dell’esecuzione. La velocità del gesto è importante perché è ciò che crea la traccia del getto, che mostra l’acquosità del fango, e l’acqua è il soggetto e l’oggetto principale di queste opere, mostrandone la natura. Sono interessato a questa tipicità della varietà cosmica: ogni pietra è diversa, come lo è ogni impronta delle dita, ogni nuvola, ogni getto, ogni camminata; e non si può entrare mai nello stesso fiume due volte.”

Visitabile fino al 10 febbraio 2018, A R N O A V O N in un certo senso anticipa gli appuntamenti che si susseguiranno il prossimo anno, in occasione del ventennale delle attività di Base / Progetti per l’arte. Nata da “un’idea di artisti per altri artisti”, è in attività nel settembre 1998; la sua attività è curata da un collettivo di autori che vivono e operano in Toscana e si rivolge anche al contesto internazionale. A tal proposito, nel corso del 2018 sono in programma le mostre di Roman Ondak, Pierre Huyghe, Ryan Gander, Rossella Biscotti e Saadane Afif.