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Gli architetti italiani rileggono il capolavoro di Dante Alighieri

14 dicembre 2017

LABORATORIO PERMANENTE divina commedia dante alighieri

Architettura e letteratura si incontrano allo SpazioFMG per l’Architettura di Milano, grazie alle collettiva che riunisce 70 progettisti di diverse generazioni dell’architettura italiana, sollecitati dal curatore scientifico Luca Molinari a relazionarsi con La Divina Commedia di Dante Alighieri. Inferno, Purgatorio e Paradiso sono le “sezioni” dell’immaginario letterario dantesco cui gli architetti coinvolti si sono misurati, in una ricerca che oltrepassa i limiti canonici della disciplina per avviare una riflessione nell’universo, simbolico e narrativo, della celebre opera letteraria.
La collettiva ospitata nella galleria in zona Tortona rinnova l’interesse degli architetti verso la Divina Commedia, dopo il caso clamoroso di Giuseppe Terragni nel Novecento. Con il suo progetto, mai realizzato, del cosiddetto Danteum, il grande esponente del razionalismo italiano aveva per primo cercato di dare forma fisica e spaziale al lavoro del poeta fiorentino.

Sezioni. L’Architettura italiana per la Divina Commedia resterà aperta fino al 23 febbraio 2018 e costituisce un’anteprima di una più ampia mostra in programma il prossimo anno alla Reggia di Caserta.
Tra gli autori in mostra si segnalano Andrea Branzi, Ugo La Pietra, Paolo Portoghesi, Beniamino Servino, Tamassociati, Aimaro Isola, Maurizio Navone, 2A+P/A (Gianfranco Bombaci, Matteo Costanzo con Gergana Yaneva), Laura Andreini – Studio Archea con Donatello D’Angelo, Carmelo Baglivo, Matilde Cassani, Salvatore Scandurra, Luca Galofaro, Cherubino Gambardella, Matteo Ghidoni, Vincenzo Latina, Francesco Librizzi, ma0 studio d’architettura (Ketty Di Tardo, Alberto Iacovoni, Luca La Torre), Pietro Carlo Pellegrini, Gianluca Peluffo e Piuarch (Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario).
Nell’allestimento, progettato e coordinato da Alessandro Benetti e Federica Rasenti, sarà anche possibile sfogliare una pregiatissima copia della Divina Commedia corredata dalle incisioni di Gustave Dorè; i 70 disegni saranno proiettati in loop in uno slide show, accompagnati da alcuni originali esposti in loco.

Con questa mostra – ha dichiarato Molinari – abbiamo voluto coinvolgere i protagonisti dell’architettura italiana in una sfida insolita, che ha prodotto risultati interessanti e sorprendenti. Invitando autori di altissima qualità, per ridisegnare la sezione della Divina Commedia, abbiamo voluto definire uno spazio di ricerca inedito, ben al di là dei confini tradizionali del progetto.”