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Il design visionario di Rick Owens conquista la Triennale

13 dicembre 2017

INDIA - RICK OWENS FW17 GLITTER WOMENS - CREDIT OWENSCORP

Opera mettendo in discussione i concetti canonici di bellezza e accettabilità, il designer Rick Owens, al quale la Triennale di Milano dedica la prima grande retrospettiva della sua carriera. In apertura il prossimo 15 dicembre, Subhuman Inhuman Superhuman raccoglie 20 anni di produzione del pluripremiato creativo statunitense, presente sulla scena internazionale dal 1994 con una sua linea moda.

Originario di Porterville, in California, e sostenuto fin dalla prima sfilata newyorkese da Anna Wintour e dalla testata Vogue USA, Owens viene presentato al pubblico italiano attraverso un percorso espositivo che intende testimoniare con pienezza la portata della sua carica visionaria. Nello spazio della Curva, all’interno della Triennale, si susseguono oltre 100 opere tra capi di abbigliamento, oggetti, accessori, mobili, grafiche, pubblicazioni e video di sfilate, che formano una monumentale installazione scultorea site-specific.
Il risultato è un’immersione nel suo universo, risultato di un processo di implosione di “credenze comuni e perbenismo“, realizzato per “contrastare ogni moralismo“.

Promossa su iniziativa della curatrice del settore moda della Triennale, Eleonora Fiorani, la monografica intende delineare “come un gesamtkunstwerk” il multiforme panorama di questa figura unica del panorama internazionale. Nel suo lavoro, Owen combina con modalità peculiari le influenze di artisti e poeti come Mallarmé, Carol Rama, Duchamp, Molinier, Agar e Alessandro Manzoni con la sua “sensibilità punk e anarchica“.

Di base a Parigi dal 2003 – qui ha infatti fissato la sede della sua attività – è attivo in vari ambiti del design. Nel 2005, ad esempio, ha lanciato una collezione di arredi realizzati in compensato grezzo, marmo e corna di alce americano: il Musée d’Art Moderne di Parigi e il Museum of Contemporary Art di Los Angeles hanno scelto di esporla nelle rispettive sedi. Centrale resta la produzione di abiti: “I vestiti che creo sono la mia autobiografia – ha affermato. – Rappresentano la calma elegante a cui aspiro e i danni che ho fatto lungo la strada. Sono un’espressione di tenerezza e di un animo furente. Sono un’idealizzazione adolescente e la sua inevitabile sconfitta.”

Subhuman Inhuman Superhuman resterà aperta a Milano fino al 25 marzo 2018.