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Addio a Mauro Staccioli, scultore a dimensione urbana

1 gennaio 2018

Mauro Staccioli, Anello di San Martino, Toscana. Photo by Giuseppe Milo, fonte Flickr

Avrebbe compiuto 81 anni l’11 febbraio, lo scultore Mauro Staccioli. Originario di Volterra, milanese d’adozione, ha lasciato il mondo dell’arte contemporanea quest’oggi, 1 gennaio 2018.

L’opera di Staccioli è riconoscibile – e molto conosciuta – anche al di fuori del circolo degli appassionati, perché propria della sua poetica è stata la volontà di confrontarsi con luoghi pubblici, paesaggi che l’intervento dello scultore non faceva che sottolineare, conferendo monumentalità e una certa aura sacrale a scorci e prospettive.
Come ben spiegato da Helga Marsala su Artribune, alla base delle opere di Staccioli vi era infatti “una costellazione geometrica fatta di cerchi, archi, triangoli, che sono modelli astratti ma anche archetipi di una cultura contadina legata al paesaggio e a certi codici perduti. Ed è proprio col paesaggio, quello urbano e quello naturale, che la scultura di Staccioli si mette in comunicazione, insediandosi tra spazi condivisi. Cemento, ferro, mattoni, marmo, sono i materiali semplici utilizzati all’aperto, con cui dare consistenza alle sue architetture: oggetti silenziosi come detonatori di energie“.
Tra le sue opere più celebri, è esemplare della sua poetica l’Anello di San Martino, installato sulle colline dell’alta Val di Cecina; per la scultura, Staccioli si era anche guadagnato la Benemerenza civica da parte del Comune di Volterra, nel 2016.

Altro intervento da ricordare è quello alla Biennale d’Arte di Venezia, nel 1978, quando Staccoli realizzò un muro di cemento alto 8 metri, proprio di fronte al Padiglione Italia. Di fatto, ostacolandone l’accesso: un blocco fisico, una forma di ostruzione che riecheggiava il clima politico dell’epoca, teso e difficile.
Negli anni successivi, come dimostra appunto l’Anello di San Martino, la ricerca di Staccioli si è orientata verso un dialogo, più che uno scontro, tra l’opera e i luoghi che la ospitano: un confronto dinamico, quello intrapreso, tutto giocato tra equilibri e sospensioni delle forme plastiche e del paesaggio, per un’arte che punta a farsi monumentale anche nella durata.

[Immagine in apertura: Mauro Staccioli, Anello di San Martino. Photo by Giuseppe Milo, fonte Flickr]


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