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Imprevedibile, una grande mostra tra arte e scienza a Bologna

19 gennaio 2018

Come sarà il futuro? Cosa possiamo attenderci? Si muove da queste premesse, percorrendo la linea di confine tra scienza e arte, Imprevedibile, la mostra inaugurale del nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli, a Bologna.
Aperta fino al 4 febbraio prossimo, l’esposizione con cui ha preso avvio l’attività del polo per l’innovazione e la ricerca di Fondazione Golinelli, progettato da Mario Cucinella, conclude l’itinerario culturale intrapreso nel 2010 dall’istituzione bolognese. Nel corso di questi anni, infatti, si sono svolte sette esposizioni che – ricorrendo a modalità innovative – hanno analizzato i temi forti della contemporaneità, sempre attivando un confronto tra scienza e arte.

Ispirata da un’idea di Marino Golinelli e prodotta da Fondazione Golinelli, Imprevedibile si avvale di una doppia curatela: Giovanni Carrada si è occupato degli aspetti scientifici, Cristiana Perrella di quelli artistici.
Il percorso espositivo, restituito in un allestimento anch’esso progettato da Cucinella, propone 6 sezioni tematiche; ad affiancarsi sono opere di artisti italiani e internazionali.

Il tentativo di comprendere come potrebbe funzionare il futuro anima l’intera mostra, caratterizzata dalle impreviste connessioni originate dalle opere selezionate. A riguardo, la curatrice Cristiana Perrella ha sottolineato come “Imprevedibile muove dalla sensazione di incertezza che caratterizza la nostra vita in un momento storico di grandi e rapidissimi cambiamenti, di questioni cruciali per l’umanità […] che richiedono di essere affrontate urgentemente, ma senza poter ricorrere a parametri già noti.

Lasciando aperta la possibilità per il visitatore di definire in autonomia una posizione indipendente  in merito al tempo verso cui tendiamo, Imprevedibile stimola la riflessione individuale ricorrendo a lavori di autori eterogenei per formazione e generazione di appartenenza.
Tra le opere presentate si segnalano un disegno murale dell’artista argentino Pablo Bronstein, le sculture dell’acclamato Tomas Saraceno, il tappeto di Martino Gamper,  i video di Christian Jankowski e di Elena Mazzi, l’installazione Very Yao dell’artista e attivista dei diritti umani Ai Weiwei.