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Nel nuovo film, Spielberg fonde fantascienza e nostalgia

7 gennaio 2018

Interpretato da Tye Sheridan e Olivia Cooke e diretto da Steven Spielberg, Ready Player One ha già guadagnato un posto tra le pellicole più attese del 2018. In uscita nei cinema il 29 marzo 2018, la pellicola combina azione, thriller e fantascienza, delineando uno scenario complesso e per alcuni aspetti sinistro del futuro verso cui tendiamo.

A ispirarlo è il romanzo omonimo di Ernest Cline, pubblicato nel 2011, un’opera letteraria ambientata nel 2045, quando l’umanità è ostaggio dell’inquinamento, in preda alle crisi energetiche, ai conflitti, alle carestie. Uno scenario nel quale l’unico chance di evasione sembra essere offerta dall’impiego dei visori per un’immersione nella realtà virtuale; il “rifugio dorato”, in particolare, è il mondo parallelo di OASIS: uscito dalla mente di un milionario nerd e nostalgico, offre una visione spensierata e ludica, direttamente riconducibile ai “gloriosi” anni Ottanta.
È in questo quadro che si inserisce la vicenda dell’adolescente Wade, interpretato da Sheridan. Sarà proprio lui che, ricorrendo all’avatar Parzival, cercherà di superare la concorrenza – e gli immancabili nemici – allo scopo di conquistare i milioni di dollari in palio nella caccia al tesoro lanciata via OASIS.

Tra gli aspetti curiosi del film, va senza dubbio segnalata la presenza di citazioni che rimandano esplicitamente all’amatissimo universo degli anni Ottanta: dalla mitica DeLorean di Ritorno al futuro a Supercar, dall’immaginario delineato ne Il Signore degli Anelli fino alle icone di quella stagione, tra cui Freddy Krueger, Mad Max, Akira e persino alcuni personaggi legati alla cinematografia di Spielberg.