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Riscoprire l’arte di Juana Romani, la “piccola italiana” di Parigi

1 gennaio 2018

Juana Romani, Infanta (autoritratto), 1894 ca., Paraná, Museo Provincial de Bellas Artes Dr. Pedro E. Martínez

Originaria di Velletri (Roma) ed emigrata a Parigi da bambina, la pittrice Juana Romani viene omaggiata nella sua città natale con una mostra allestita presso il Convento del Carmine, divenuto nei mesi scorsi nuova sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Curata da Marco Nocca, Gabriele Romani e Alessandra De Angelis e aperta fino al 28 gennaio prossimo, Juana Romani: “la petite Italienne”. Da modella a pittrice nella Parigi fin-de-siècle intende porre fine al secolo di oblio che circonda questa artista, figura quasi pionieristica sul fronte della parità di genere.

La mostra celebra la sua vicenda, umana e artistica, a 150 anni dalla nascita.
Avvicinatasi al mondo dell’arte svolgendo il mestiere di modella nelle accademie private Colarossi e Julian e in diversi atelier, dimostrò un precocissimo talento a livello pittorico, successivamente confermato dalla vittoria della medaglia d’argento all’Esposizione Universale del 1889, ad appena 22 anni, con Bartolomeo Bezzi e Luigi Nono.
Il percorso espositivo ne ricostruisce per intero il profilo, riunendo opere chiave della sua produzione – è il caso dell’enigmatica Figlia di Teodora, concessa da una raccolta francese – e materiale iconografico e documentario inedito, comprensivo anche di disegni, incisioni e periodici d’epoca.

Nel contesto francese dei Salons, Juana Romani godette di ampia fortuna anche grazie agli autoritratti di “femminismo esagerato”, secondo la definizione coniata da Armand Silvestre, nei quali impiegò le proprie sembianze per rileggere personaggi femminili esistenti o legati alla tradizione letteraria.
La mostra costituisce un’occasione per cogliere aspetti salienti della personalità di Juana Romani, idee in grado di avvicinare l’artista a questioni al centro del dibattito ancora oggi. Rifiutandosi infatti di aderire ad associazioni di “femmes peintres”, fu tra le prime a rivendicare la parità di genere; con opere quali Mina da Fiesole, ritratto in cui compare come una donna nei panni del celebre scultore rinascimentale, da lei ammiratissimo, riuscì ad anticipare le moderne posizioni sull’abbattimento delle distinzioni di trattamento sociale su base sessuale.

[Immagine in apertura: Juana Romani, Infanta (autoritratto), 1894 ca, Paraná, Museo Provincial de Bellas Artes Dr. Pedro E. Martínez]


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