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Scoperto in Israele un “luogo di ritrovo” degli uomini preistorici

9 gennaio 2018

Maayan Shemer of the Israel Antiquities Authority showing a half-million-year-old hand-axe

Abitato fin dai tempi più remoti, il territorio dello Stato d’Israele è disseminato di resti archeologici risalenti anche agli albori della civilità umana. Proprio per questo, l’avvio di ogni nuovo cantiere è preceduto da alcuni sondaggi nel sottosuolo che, nella maggior parte dei casi, si concludono rapidamente senza necessità di approfondimenti o ricerche ulteriori.
Recentemente, a nord-est di Tel Aviv, a ridosso di una delle principali arterie stradali del Paese, gli archeologi hanno però rinvenuto testimonianze davvero sorprendenti, per numero e per tipologia.

Davanti ai loro occhi, sono infatti riemerse centinaia di aste in pietra che secondo le indagini preliminari sarebbe state impiegate da cacciatori-raccoglitori dell’età della pietra oltre mezzo milione di anni fa. Sommersi da circa 5 metri di terra a Jaljulia, nei pressi della città di Kfar Saba, questi reperti sarebbero stati impiegati dai primi uomini ritornati in questo luogo ripetutamente, con una certa continuità. Ad attrarli potrebbe essere stata la presenza di una fonte d’acqua o l’abbondanza di animali da cacciare.
Tali primitivi strumenti di pietra forniscono anche un segno tangibile dello sviluppo raggiunto dall'”industria litica” del tempo.

Un aspetto di rilievo riguarda la singolare modalità di occupazione del sito: il fatto che, come sembrerebbe, sarebbe stato raggiunto in più occasioni dai nostri antenati preistorici potrebbe essere la prova dello sviluppo di una sorta di “memoria geografica del luogo”?

[Immagine in apertura: Maayan Shemer, membro dell’Israel Antiquities Authority, mostra al fotografo un’ascia a mano risalente a mezzo milione di anni fa. Photo: Picasa/Israel Antiquities Authority via Guardian.com]