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Roma, quando il souvenir strizza l’occhio all’arte

14 febbraio 2018

Superare il longevo binomio che associa il concetto di souvenir a quello gadget di poco conto: è questo l’intento del progetto re/ENCHANTING ROME Souvenir urbani, lanciato nel 2016 e nato da un’idea di Anna Paola Di Risio, desiderosa di individuare una nuova modalità per valorizzare lo straordinario patrimonio storico, culturale e intellettuale della Capitale.
Coinvolgendo nell’operazione artisti e artigiani, i prodotti delle varie linee proposte puntano a evocare l’identità capitolina esaltandone scorci, racconti e tradizioni intimamente connessi con la dimensione urbana.

Un esempio? La collezione di gioielli, composta da preziosi capaci di portare alla mente narrazioni conosciute da un vasto pubblico, rileggendo specifici soggetti: le oche del Campidoglio, la lupa con Romolo e Remo, ma anche i monumenti iconici, come il Colosseo, reinterpretato in versione anello.
Dopo l’esperienza di lavoro come consulente per il Comune di Roma, ho iniziato a fare alcune riflessioni sulla città – ha raccontato alla testata Artribune Anna Paola Di Risio. – Il modo in cui oggi viene raccontata la città – da un lato i fasti di un glorioso passato e dall’altro i contemporanei fatti di cronaca e di politica – hanno portato l’esigenza di tentare di ricostruire il rapporto di fiducia e il legame identitario tra la città e i suoi abitanti, e ho pensato che l’oggetto souvenir potesse prestarsi a ricostruire questa appartenenza al patrimonio comune”.